BEV, PHEV e combustione interna: scopriamo le differenze!

Esplora la rivoluzione della mobilità con la diffusione dei veicoli elettrici a batteria (BEV).

La diffusione dei veicoli elettrici a batteria (BEV) rappresenta una vera e propria rivoluzione nel campo della mobilità. In un’epoca in cui le tematiche ambientali e la necessità di ridurre le emissioni di gas serra sono sempre più urgenti, i BEV rappresentano l’alternativa sostenibile, e già a disposizione, rispetto alle auto tradizionali con motore a combustione. I veicoli elettrici a batteria (BEV) sono alimentati completamente da un motore elettrico, che utilizza l’energia accumulata nella batteria di trazione. Le batterie più utilizzate nei veicoli elettrici sono batterie agli ioni di litio (Li-Ion) e possono essere ricaricate utilizzando la ricarica pubblica (es. le colonnine ad alta potenza di Ewiva) oppure punti di ricarica domestici (cosiddette “wall-box”). Le auto ibride plug-in (PHEV), invece, sono dotate di una combinazione di due motori: uno elettrico, alimentato da un pacco batteria dedicato, l’altro tipicamente benzina o gasolio.

 

Come funzionano i veicoli “BEV”?

Le BEV, automobili che utilizzano esclusivamente motori elettrici, hanno un’architettura semplificata senza componenti legati alla combustione interna (es. albero motore, pistoni, cinghia, pompe, filtri, lubrificazione, oli, etc.) e uno dei principali vantaggi dei veicoli elettrici è la loro capacità di funzionare senza emettere gas di scarico nocivi. Mentre le auto con motore endotermico rilasciano nell’aria non solo l’anidride carbonica (CO2), ma anche inquinanti locali come ossidi di azoto (NOx) e particolato fine, i BEV sono completamente privi di emissioni durante la guida, riducendo significativamente anche le emissioni legate alla frenata, grazie al recupero dell’energia in frenata.

 

Questa caratteristica contribuisce in modo significativo a migliorare la qualità dell’aria e a ridurre l’impatto ambientale, permettendo di affrontare attivamente la sfida del cambiamento climatico. Oltre alla riduzione delle emissioni, i BEV sono di conseguenza una soluzione per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Le auto tradizionali dipendono, infatti, dalla benzina e dal gasolio, mentre l’auto elettrica è alimentata attraverso energia elettrica, che può essere generata in modo più pulito da fonti rinnovabili come il sole, il vento, o l’acqua, come nel caso dell’energia erogata dalle stazioni di ricarica Ewiva, sempre 100% da fonti rinnovabili.

 

Che caratteristiche hanno i veicoli “PHEV”?

Le auto ibride plug-in (PHEV) combinano motori elettrici e a combustione interna, garantendo flessibilità di utilizzo e un’architettura più complessa rispetto alle BEV. Si tratta di veicoli che offrono un’alta autonomia, adattandosi a differenti scenari di guida e offrono prestazioni versatili.

Tuttavia, le vetture ibride plug-in possiedono diverse caratteristiche che tendono a renderle meno vantaggiose rispetto alle auto completamente elettriche (BEV).

 

Una di queste è il peso dell’auto, che a causa della presenza di due motori (elettrico ed endotermico) risulta essere piuttosto elevato riducendo anche l’efficienza complessiva del veicolo; non va inoltre trascurata la manutenzione, che a causa della doppia alimentazione, con due motori e relativa componentistica, è certamente più dispendiosa e frequente. È infine importante tenere in considerazione l’impatto ambientale, comunque maggiore rispetto alle auto full-electric: seppur molto ridotte le emissioni sono comunque presenti.

 

Infine, lo stile di guida e la propensione alla ricarica incidono in modo importante non solo sulle emissioni ma anche sul costo di utilizzo, riducendo la convenienza delle ibride plug-in in caso di ricariche poco frequenti e invece uso prevalente del combustibile fossile.

 

Efficienza energetica e costi operativi ridotti dei BEV

Un altro punto di forza dei veicoli elettrici rispetto ai PHEV e alle auto con motore a combustione interna (ICE) è la loro efficienza energetica superiore. Mentre le auto tradizionali convertono solo una piccola percentuale dell’energia emessa dalla combustione in movimento effettivo, infatti, i BEV convertono fino all’80%-90% dell’energia elettrica in energia meccanica per la trazione alle ruote, dove i veicoli classici (ICE) convertono circa il 25% e quelli ibridi plug-in (PHEV) fino al 40% combinando le due alimentazioni.

 

Questa maggiore efficienza si traduce in un utilizzo più intelligente e responsabile delle risorse energetiche disponibili.

Per quanto riguarda le performance, grazie alla natura dei motori elettrici, che sono molto più silenziosi rispetto ai motori a combustione interna, la guida di un veicolo elettrico è generalmente percepita come più rilassante. Allo stesso tempo, i motori elettrici offrono una coppia immediata, consentendo un’accelerazione fluida ed estremamente reattiva.

 

Auto elettriche: i vantaggi e le sfide per lo sviluppo del mercato

I veicoli elettrici a batteria stanno rivoluzionando l’industria automobilistica grazie ai loro numerosi vantaggi rispetto alle auto con motore endotermico: la loro capacità di funzionare senza emissioni, la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, l’efficienza energetica, i costi operativi ridotti e l’esperienza di guida piacevole sono solo alcuni degli aspetti che rendono i BEV un’opzione attraente, e già a disposizione, per la mobilità sostenibile.

 

Per sfruttare appieno il potenziale dei veicoli elettrici nel tempo, è necessario affrontare alcune sfide. Una delle principali dove Ewiva è attiva per contribuire al cambiamento è lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica. È indispensabile avere una rete di punti di ricarica accessibile e capillare, presente sia nelle aree urbane che extra-urbane, per garantire che i conducenti possano ricaricare facilmente i loro veicoli durante i propri spostamenti quotidiani o durante viaggi più lunghi.

 

Negli ultimi anni sono stati compiuti progressi significativi in tal senso, con un numero sempre maggiore di stazioni di ricarica disponibili in Italia, dove a fine 2023 siamo arrivati a contarne già oltre 47.200 secondo i dati Motus-E. Ewiva, in particolare, si impegna quotidianamente per continuare ad estendere la propria rete di ricarica pubblica ad alta potenza, selezionando in modo accurato la posizione dei nuovi siti in prossimità di servizi e punti di interesse per permettere agli e-driver di impiegare in modo efficiente il tempo della ricarica.

In termini di tecnologia, inoltre, le caratteristiche delle batterie si stanno evolvendo rapidamente per aumentare l’autonomia dei veicoli e ridurre i tempi di ricarica. Ciò porterà a una maggiore praticità per gli e-driver, eliminando le preoccupazioni relative all’autonomia limitata e ai tempi di attesa prolungati durante la ricarica.

 

Ma non solo: lo sviluppo tecnologico delle auto elettriche e dei loro componenti, primo tra tutti la batteria, sta portando una rapida riduzione dei costi di produzione, e, anche grazie all’aumento dei volumi produttivi delle case automobilistiche, è sempre più assottigliata la distanza di costo di acquisto di una auto BEV rispetto ad una ICE di classe equivalente, che si prevede possano arrivare ad una parità di costo tra pochi anni. Considerando tuttavia non solo il costo d’acquisto ma il totale costo di possesso (TCO, Total Cost of Ownership) che include l’uso, il rifornimento/ricarica, la manutenzione, l’assicurazione, il bollo, e tutte le altre voci di costo, già oggi l’auto elettrica per molti casi d’uso consente un risparmio nel tempo rispetto a quella a motore a combustione.

 

In conclusione, con i crescenti investimenti in ricerca e sviluppo da parte dei produttori di auto da un lato, e in infrastrutture di ricarica da parte dei CPO (Charging Point Operator) come Ewiva dall’altro, stiamo abilitando un presente in cui i veicoli elettrici a batteria saranno sempre più alla portata di tutti, consentendo un ambiente più pulito e un sistema di trasporto più sostenibile per le generazioni future.

I vantaggi della mobilità elettrica: l’esenzione del bollo

Le auto elettriche sono una valida alternativa alle auto endotermiche dal punto di vista ambientale poiché inquinano meno rispetto alle tradizionali vetture a combustione interna, contribuendo a preservare la qualità dell’aria e riducendo l’impatto ambientale.

 

Ma i benefici non sono solo ambientali, poiché le auto elettriche offrono vantaggi economici significativi a chi le acquista: il primo dei quali è l’esenzione dal pagamento del bollo auto per almeno 5 anni. Questa agevolazione rappresenta un notevole risparmio per coloro che scelgono di acquistare un veicolo elettrico, potendo godere di un’auto a zero emissioni senza dover sostenere ulteriori costi associati al possesso del veicolo.

 

Le agevolazioni fiscali sul bollo auto rappresentano un notevole vantaggio per le auto elettriche rispetto a quelle a combustione, come quelle alimentate a benzina o gasolio, in molte regioni italiane. Ad esempio, in Piemonte le auto elettriche sono esentate in modo permanente dal pagamento del bollo, mentre le auto ibride beneficiano di un’esenzione limitata nel tempo; al contrario, le auto a benzina o gasolio devono sottostare alle tariffe standard. In Lombardia sono permanentemente esentate dal pagamento del bollo le auto elettriche, a idrogeno, a metano e a GPL, mentre le auto ibride a benzina beneficiano di una riduzione del 50% nei primi cinque anni. Le auto tradizionali a benzina o gasolio, al contrario, non godono di agevolazioni.

 

Questo scenario si ripete in molte regioni, con esenzioni permanenti o a lungo termine per le auto elettriche e incentivi limitati per le auto ibride, mentre le auto endotermiche sono spesso soggette a tariffe standard o riduzioni solo temporanee. Queste politiche fiscali supportano gli utenti nella transizione verso veicoli a emissioni zero, che a fronte di un costo iniziale ad oggi mediamente più alto comportano un risparmio importante nel lungo periodo.

 

Se confrontiamo il costo del bollo di un’auto elettrica con quello di un’auto tradizionale a benzina, il risparmio annuo garantito dalla prima è notevole, poiché l’auto elettrica è completamente esente dal pagamento del bollo. Al contrario, all’auto a benzina vengono applicate tariffe standard, con un costo annuale che dipende dalla potenza del veicolo (circa 3€/kW) e dalla regione di residenza, ma che mediamente in Italia si aggira sui 300/400€ per un’auto di media potenza, evidenziando un vantaggio finanziario significativo per i proprietari di auto elettriche.

 

L’esenzione dal bollo si aggiunge ai tanti buoni motivi per prendere in considerazione l’acquisto di un’auto elettrica in Italia. Il risparmio nel medio/lungo periodo è rilevante, ma poiché le politiche sul bollo auto possono variare è bene mantenersi aggiornati sui cambiamenti normativi affidandosi alle fonti ufficiali e alle agenzie regionali per essere sicuri delle agevolazioni disponibili nella propria zona. Infatti, passati i primi 5 anni di esenzione, le singole regioni possono adottare misure diverse. Ad esempio, la Val d’Aosta si spinge ad ulteriori 8 anni di esenzione dal bollo, seguita da Campania con 7 e Marche e Puglia con 6. Invece Liguria, Emilia-Romagna, Veneto e Sicilia hanno rimodulato a tre anni l’esenzione dal bollo per le auto elettriche (Fonte ACI).

 

In conclusione, l’esenzione del pagamento del bollo per le auto elettriche è un vantaggio notevole per chi sceglie di viaggiare in elettrico già oggi. Così anche il portafoglio è #HappyToEmove!

Range anxiety: cos’è l’ansia da autonomia e perché è una paura superata

Il timore di restare a secco di energia con la propria auto elettrica senza la possibilità di ricaricare è un fantasma del passato. Ecco perché gli e-driver di oggi non hanno nulla da temere.

 

La range anxiety, o ansia da autonomia, è un concetto utilizzato nell’ambito della mobilità elettrica per descrivere la sensazione di preoccupazione o paura di rimanere senza energia durante un viaggio dovendo costantemente tenere sotto controllo l’autonomia della batteria del veicolo o la disponibilità delle infrastrutture di ricarica lungo il proprio percorso. In altre parole, è la paura di non riuscire a raggiungere la propria destinazione e di non trovare punti di ricarica lungo la strada, con il rischio di restare bloccati con l’auto a secco di energia. Questa preoccupazione nasce dalle prime fasi della diffusione della mobilità elettrica, quando lo sviluppo tecnologico delle vetture non era al livello di quelle attuali e la rete di ricarica in Italia non era così estesa e capillare come lo è attualmente.

 

Una rete diffusa e capillare    

 

I dati degli ultimi tre anni sull’infrastruttura di ricarica in Italia mostrano un settore in continua espansione: secondo i dati di Motus-E aggiornati al 30 giugno 2023, i punti di ricarica sono aumentati del 216% raggiungendo quota 45.210, e di questi ben 3.045 sono punti di ricarica ultra-veloce. In crescita anche il dato sulle colonnine in autostrada, dove un’area di servizio su quattro è dotata di punti di ricarica per veicoli elettrici, per supportare gli e-driver anche in occasione di lunghi viaggi. Numeri che mostrano una chiara e costante espansione della rete di ricarica pubblica, che continua a crescere abilitando lo sviluppo del mercato elettrico e rendendo la scelta di viaggiare elettrico sempre più semplice e confortevole.

 

Nell’ambito della cruciale espansione dell’infrastruttura di ricarica in Italia, sia nelle strade urbane che lungo le autostrade, l’emergere di una rete ultra-veloce si rivela fondamentale. In questo segmento Ewiva si è resa protagonista del cambiamento, offrendo un contributo essenziale al Paese nel realizzare la rete ultra-veloce più estesa e capillare d’Italia.

 

Inoltre, con Ewiva cambia il paradigma della ricarica: le nostre stazioni sono posizionate strategicamente lungo le arterie principali o in luoghi che nelle vicinanze prevedono servizi (es. bar, ristoranti, attività commerciali, supermercati) e luoghi di interesse (es. attrazioni turistiche). Questa strategia assicura agli e-driver la tranquillità di affrontare i loro viaggi e spostamenti quotidiani in elettrico senza preoccupazioni legate all’autonomia, sapendo di poter contare su stazioni collocate in posizioni chiave che permettono di sfruttare al meglio il tempo dedicato alla ricarica grazie alle differenti soluzioni Ewiva.

 

 

Tecnologia per una rete sempre più accessibile e 100% green    

La rete Ewiva è in costante evoluzione anche per mettere al servizio dei suoi utenti un’esperienza sempre più facile e accessibile a tutti. Per questo, oltre a poter ricaricare sulla rete Ewiva tramite le app o tessere RFID degli oltre 50 fornitori di servizi di ricarica interoperabili, la ricarica diventa ancora più semplice grazie alla tecnologia Plug & Charge, disponibile per la prima volta in maniera capillare sulla rete di ricarica ad alta potenza: se il veicolo supporta la funzionalità, basta collegarlo alla colonnina Ewiva e la ricarica parte da sola, senza la necessità di ulteriori passaggi o autenticazioni. Inoltre, dopo il progetto pilota partito su 6 stazioni Ewiva, nei prossimi mesi si estenderà ulteriormente la possibilità di pagare la ricarica con carta tramite il metodo contactless, senza app o tessere.

 

Infine, è importante sottolineare che Ewiva mette la sua tecnologia al servizio dell’ambiente. Tutta l’infrastruttura è alimentata al 100% da energia rinnovabile per una mobilità elettrica a zero emissioni. Questo non solo contribuisce a limitare ulteriormente l’impatto ambientale dei nostri spostamenti, ma incide positivamente sulla creazione di uno stile di vita sostenibile.

 

In conclusione, l’ansia da autonomia è ormai un concetto superato per gli e-driver che si muovono in elettrico in Italia. Tuttavia, per coloro che desiderano ulteriore tranquillità durante i loro viaggi in elettrico, ci sono alcune pratiche e strumenti che possono rendere l’esperienza ancora più serena.

 

Le auto di fascia media attuali vantano autonomie di circa 400-500 km, fornendo un’ampia copertura per la maggior parte dei viaggi. Inoltre, è sempre consigliabile fare affidamento sul navigatore di bordo dell’auto: in base allo stile di guida e al percorso si adatta automaticamente indicando l’autonomia residua suggerendo le stazioni di ricarica lungo il percorso. In più, le app messe a disposizione dagli MSP sono un valido alleato, consentendo non solo di localizzare le stazioni di ricarica, ma spesso anche di programmare l’intero viaggio e le soste necessarie.

 

Per coloro che preferiscono una pianificazione ancora più dettagliata, utile soprattutto per viaggi lunghi, sono ormai disponibili sul mercato diverse applicazioni “trip planner” che permettono di pianificare soste ottimali lungo il percorso. E oltre ai navigatori di bordo delle auto, ormai anche i servizi di mappe online (es. Google Maps) segnalano chiaramente le stazioni di ricarica pubbliche lungo il tragitto.

 

Se sorge ancora qualche dubbio, una pratica consigliata è quella di programmare brevi soste, mantenendo la batteria dell’auto in un range sicuro che va dal 20% all’80%. Questo non solo garantisce una maggiore durata della batteria nel tempo, ma offre anche maggiore tranquillità durante il viaggio.

 

Quindi, e-driver, godetevi senza pensieri la vostra avventura in elettrico sapendo di poter contare sempre sulla rete ultra-veloce di Ewiva. Buon viaggio!

 

Tutto quello che devi sapere sul Vehicle-to-Grid

Il Vehicle-to-Grid (V2G) è una tecnologia che trasforma le auto elettriche in “attori” utili per la stabilità del sistema elettrico, consentendo loro di prelevare e restituire energia alla rete. Scopriamone il funzionamento e i vantaggi per l’utente e l’ambiente.

 

 

Cos’è il Vehicle-to-Grid (V2G)?

Il Vehicle-to-Grid (V2G) è una tecnologia innovativa che potrà rivoluzionare il settore dell’auto elettrica. Si tratta, infatti, di un sistema che consente alle auto elettriche non solo di prelevare energia dalla rete, ma anche di restituirla quando necessario, in modo da stabilizzare l’intero sistema energetico. Questo significa che la tua auto elettrica non sarà più solo un mezzo di trasporto, ma potrà diventare un “attore” dinamico per la rete elettrica.

 

 

Come funziona il V2G?

Il V2G funziona grazie a una comunicazione bidirezionale tra il veicolo e la rete elettrica. Durante la ricarica, l’auto immagazzina l’energia prelevata dalla rete elettrica nel pacco batterie. Quando la rete ha bisogno di energia supplementare, l’auto può restituire parte di questa energia, contribuendo così a stabilizzare la domanda di energia e quindi contribuire all’equilibrio della rete elettrica.

 

 

Chi può utilizzare il V2G?

Al momento la diffusione della tecnologia V2G è ancora in via di sviluppo e per poterla utilizzare è necessario che l’auto elettrica sia compatibile con questa tecnologia. Molti dei principali produttori di auto elettriche hanno già reso disponibile la funzionalità sui propri veicoli elettrici, per cui alcuni veicoli sono già predisposti per il V2G, mentre altri potrebbero richiedere un aggiornamento.

 

È importante tenere presente che ad oggi sia l’adozione di veicoli elettrici con capacità V2G che l’infrastruttura di supporto e la regolamentazione sono ancora in evoluzione. Tuttavia, le opportunità e vantaggi che questa tecnologia potrà garantire nel momento in cui sarà disponibile e adottata su larga scala, sono notevoli.

 

Consentirebbe infatti ai proprietari di veicoli elettrici di utilizzare le batterie dei loro veicoli per immagazzinare l’energia in eccesso quando non è necessaria, riducendo gli sprechi di energia e contribuendo a bilanciare la rete elettrica. Questo potrebbe portare a una maggiore efficienza del sistema energetico e a costi più bassi per i consumatori.

 

 

Quali vantaggi può offrire il V2G?

Uno dei principali vantaggi del V2G è la possibilità di offrire e immettere energia alla rete quando necessario. Ciò avviene immagazzinando energia e rilasciandola al momento della richiesta su una Smart Grid”, ovvero una rete elettrica intelligente che utilizza la tecnologia per monitorare e regolare in tempo reale la distribuzione dell’energia elettrica.

 

Questo potrà permettere di ottimizzare la domanda di energia prelevandola quando è necessario, migliorando l’affidabilità e la gestione della rete elettrica. I benefici potranno riguardare anche direttamente i consumatori finali, poiché gli e-driver potranno essere remunerati in base all’orario e alla quantità di energia rilasciata, come già avviene ad esempio per gli utenti residenziali che producono energia rinnovabile (es. tramite pannelli fotovoltaici) e la immettono in rete.

 

Questa tecnologia promette una mobilità elettrica più sostenibile e conveniente per tutti. Con ulteriori sviluppi tecnologici, regolamentazione adeguata e un’adozione più ampia, potremmo assistere a una trasformazione nella gestione dell’energia e nuove prospettive di sviluppo per la mobilità sostenibile.

 

 

Vehicle to Grid: sogno o realtà? La sperimentazione di Utrecht, in Olanda.

Le sperimentazioni della tecnologia V2G sono già partite in vari Paesi. Tra le più recenti, la città olandese di Utrecht sta conducendo un esperimento collaborativo tra We Drive Solar, Hyundai, Renault e MyWheels per sviluppare la ricarica bidirezionale a energia pulita.

 

Collegando 300 delle auto di MyWheels alla rete, la città potrebbe avere accesso a una grande quantità di energia, potenzialmente utile per supportare la rete elettrica locale. Questo renderebbe Utrecht la prima “città bidirezionale” al mondo.

Tutto quello che devi sapere sul Plug&Charge

Sulla rete Ewiva è arrivato il Plug&Charge: un sistema che permette a tutte le vetture abilitate di ricaricarsi in modo facile e veloce senza l’utilizzo di app o tessere RFID.

 

Cos’è il Plug&Charge?

Il Plug&Charge è una modalità innovativa di fruizione di ricarica presente in tutte le stazioni HPC – High Power Charging – Ewiva che consente agli e-driver una ricarica ancora più semplice e smart. Gli e-driver che guidano auto elettriche abilitate al Plug&Charge potranno ricaricare la propria vettura senza utilizzare tessere o smartphone, semplicemente collegando il veicolo alla colonnina.

 

Come funziona il Plug&Charge?

Con il sistema Plug&Charge la ricarica non è mai stata così semplice: basta recarsi con la propria auto in una stazione Ewiva, aprire lo sportellino del veicolo, staccare il connettore dalla colonnina e collegarlo all’auto. In pochi secondi, la ricarica parte in automatico grazie al “dialogo” tra colonnina e vettura.

 

Per terminare la ricarica, basterà premere “stop” sul display della colonnina, staccare il connettore dall’auto, riporlo al suo posto e… ripartire!

 

L’operazione è possibile grazie allo standard ISO 15118 che permette il riconoscimento tra la rete elettrica, la vettura e il profilo ad essa associato, attivando in automatico il processo di ricarica senza bisogno di ulteriori azioni.

 

 

Chi può utilizzare il Plu&Charge?

Per poter utilizzare questa opzione di ricarica è opportuno assicurarsi che la propria vettura supporti la funzione Plug&Charge. Si tratta di una funzione già supportata da diverse vetture e in futuro sarà sempre più diffusa. Inoltre, è necessario abilitare la geolocalizzazione e aggiornare il software della propria auto all’ultima versione.

 

È importante, inoltre, che il proprio account personale sia configurato sull’app del veicolo e che sia sempre aggiornato, in particolare per quegli utenti che hanno un’offerta attiva da molto tempo. In ultimo, bisogna sempre verificare per il proprio MSP (Mobility Service Providers) sia interoperabile con Ewiva e abilitato al Plug&Charge.

 

Quali veicoli supportano il Plug&Charge?

Il Plug&Charge è disponibile, ad oggi, sui modelli Kona Electric e IONIQ6 di Hyundai, sulle vetture Classe C, Classe S, EQS e GLC di Mercedes, sui modelli ID.3, ID.4, ID.5, ID.6, ID. Buzz, ID. Buzz Cargo e Cupra Born di Volkswagen (per i quali è necessario l’aggiornamento alla versione 3.1 del software), sulle Porsche Tycan e Macan, sui modelli della serie e-Tron di Audi, sulla Enyaq iV di Skoda, sulla Ford Mustang Mach-E ed E-Transit, sulle Renault Clio e Megane, sulle Polestar 3, sulle KIA EV9, Sulle eMini, sui modelli i5 e i7 di BMW e sulle Hyundai Ioniq.

 

Perché è utile il Plug&Charge?

Grazie alla rete ultra-veloce di Ewiva, per la prima volta in Italia il Plug&Charge sarà diffuso su larga scala e in modo capillare su tutto il territorio nazionale.

 

Il Plug&Charge rende la rete ultra-veloce di Ewiva alla portata di tutti, per rendere l’infrastruttura sempre più accessibile a tutti gli e-driver 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Ecco perché Ewiva si è impegnata sin da subito implementare il Plug&Charge in oltre 280 stazioni di ricarica ultra-veloce, un sistema aperto e integrabile da qualsiasi produttore automobilistico e qualunque gestore di punti di ricarica, adattabile a tutti i tipi di colonnina: sia quelle per la ricarica alternata, che le colonnine in corrente continua.

Il sistema “plug & charge” arriva sulla rete ad alta potenza di Ewiva: la ricarica elettrica è sempre più facile

Nelle oltre 280 stazioni realizzate da Ewiva la ricarica ultra-veloce dell’auto elettrica non è mai stata così facile, grazie all’innovativo sistema – introdotto in collaborazione con Enel X Way come abilitatore tecnologico – che permette alla colonnina di dialogare direttamente con la vettura senza l’utilizzo di app o tessere. In più, proprio recentemente Ewiva ha esteso la sperimentazione per il pagamento diretto con carta di credito/bancomat in 5 nuove città italiane.

 

 

Milano, 20 settembre 2023 – Prosegue l’attività di Ewiva per rendere sempre più semplice e aperto a tutti il suo servizio di ricarica per veicoli elettrici. Dopo il recente ampliamento a 5 nuove città italiane del progetto sperimentale che permette di pagare la ricarica con la propria carta di credito o debito direttamente presso il sito di ricarica, la joint venture di Enel X Way e di Volkswagen Group ha introdotto la funzionalità Plug&Charge su tutte le sue stazioni di ricarica ultra-veloce d’Italia.

 

D’ora in poi, quindi, in tutte le stazioni di ricarica HPC – High Power Charging – Ewiva, i guidatori di vetture elettriche abilitate al sistema Plug&Charge potranno ricaricare il proprio veicolo senza l’utilizzo di app o tessere. Infatti, grazie alla funzionalità Plug&Charge, una volta raggiunta la stazione di ricarica HPC, è sufficiente staccare il connettore dalla colonnina e collegarlo al veicolo: la colonnina riconosce automaticamente la vettura e il profilo utente a essa collegato, ed in pochi secondi avvia in autonomia la ricarica. Per terminare l’operazione, invece, è sufficiente premere il pulsante stop sulla colonnina, staccare il connettore dall’auto, riporlo nell’apposita sede e ripartire.

 

La funzionalità Plug&Charge, conforme allo standard ISO 15118 e introdotta da Ewiva per la prima volta in maniera capillare sulla sua rete grazie all’abilitazione tecnologica di Enel X Way, è disponibile già su numerosi veicoli elettrici diffusi sul mercato, consentendo di ricaricare e pagare in maniera rapida, semplice e affidabile.

 

Ed è proprio per facilitare ulteriormente il momento della ricarica che, parallelamente all’introduzione della funzionalità Plug&Charge, Ewiva sta lavorando all’ampliamento del progetto sperimentale che permette di pagare la ricarica con la propria carta di credito o debito, direttamente sulla sua rete. Avviata a marzo 2023 nella stazione HPC di Ceprano (FR), la sperimentazione è stata estesa nel mese di settembre ad altre stazioni di ricarica selezionate per diversi casi d’uso e tipologia di traffico di turisti o di automobilisti in generale: Siena e Capalbio in ToscanaCarini in SiciliaLainate in Lombardia e Mondovì in Piemonte. Il servizio prevede la possibilità di pagare direttamente alla stazione in modalità contactless attraverso carte di debitocredito o prepagate dei circuiti MastercardVisaVpay Maestro, o tramite Apple Pay e Google Pay.

 

Con questa innovazione, Ewiva si pone l’obiettivo di consentire la ricarica del mezzo elettrico anche a clienti occasionali, come i turisti, chi ha attivato un noleggio a breve termine di un veicolo elettrico, o tutti coloro che non possiedono già un abbonamento con un fornitore di servizi di ricarica (MSP). Inoltre, questa soluzione di pagamento con carta è pensata anche per offrire un’alternativa a chi è orientato alla ricarica a consumo, inclusi gli e-drivers abituali che, in caso di emergenza, potrebbero aver bisogno di metodi di pagamento differenti per poter usufruire della ricarica.

 

L’impegno di Ewiva per lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia – ha dichiarato Federico Caleno, CEO di Ewiva e Head of Country Italia di Enel X Way – passa non solo dall’estensione dell’infrastruttura di ricarica ad alta potenza da Nord a Sud del Paese, ma anche dalla capacità di offrire nuovi servizi agli e-driver che rendano l’esperienza di viaggiare in elettrico sempre più semplice e accessibile a tutti. La funzionalità Plug&Charge e la possibilità di pagare la ricarica tramite carta e abilitare la rete a diversi circuiti di pagamento rispondono, infatti, alle molteplici esigenze di ricarica e ampliano l’accessibilità del servizio”.

 

Queste due iniziative confermano la volontà di Ewiva di diffondere la mobilità elettrica nel nostro Paese, una missione che l’azienda sta compiendo puntando su facilità, comodità e capillarità. Infatti, con la propria rete di ricarica, Ewiva è oggi presente su tutto il territorio nazionale, da Nord a Sud, Isole comprese

 

[Scarica il comunicato]

 

Con Ewiva tutto è POSsibile: abbiamo esteso il pagamento con carta a 5 nuove stazioni

Dopo il progetto pilota di Ceprano (FR), la sperimentazione del servizio di pagamento in modalità contactless tramite carta di credito o bancomat arriva anche a Lainate (MI), Mondovì (CN), Siena (SI), Capalbio (GR) e Carini (PA).

 

L’accessibilità è uno dei pilastri del progetto di Ewiva, realtà nata dalla joint venture tra Enel X Way e Volkswagen Group per realizzare la più grande rete di ricarica ultra-veloce in Italia. Tra i nostri obiettivi c’è quello di rendere la mobilità elettrica semplice e alla portata di tutti, rispondendo alle esigenze di un numero sempre maggiore di e-driver.

 

Dopo il progetto pilota della stazione di Ceprano (FR), abbiamo esteso ad altre 5 stazioni Ewiva la sperimentazione del servizio che offre la possibilità di ricaricare la propria auto e pagare tramite carta direttamente alla colonnina, anche quando non si ha un abbonamento con un fornitore di servizi di ricarica (MSP).

 

In particolare, il servizio di pagamento contactless è stato esteso alle stazioni di Capalbio (GR), Carini (PA), Lainate (MI), Mondovì (CN) e Siena (SI) ed è rivolto a tutti coloro che necessitano di una ricarica non abituale, come ad esempio turisti stranieri in viaggio o chi ha noleggiato un veicolo elettrico. Inoltre, questa opzione può essere utile anche per gli e-driver abituali in caso di necessità.

 

Dove trovo le stazioni Ewiva in cui è possibile pagare con carta?

Ecco l’elenco dettagliato con gli indirizzi delle 6 stazioni Ewiva in cui è possibile ricaricare l’auto elettrica pagando con carta di credito o bancomat:

– Capalbio, Via Origlio 86
– Ceprano, Via Caragno 12
– Carini, Via Chiachea 17
– Lainate, Via Juan Manuel Fangio
– Mondovì, Corso Mondovicino 13
– Siena, Via Fausto Coppi 1

 

Quali circuiti sono abilitati per il pagamento?

Il servizio prevede la possibilità di pagare direttamente presso la stazione in modalità contactless attraverso carte di debito, credito o prepagate dei circuiti Mastercard, Visa, Vpay e Maestro, o tramite Apple Pay e Google Pay. Per il periodo di sperimentazione, ricaricare e pagare tramite uno di questi metodi direttamente presso le stazioni Ewiva elencate sopra costerà 0,90 €/kWh IVA inclusa.

Mobilità elettrica e connettori

Quali sono i diversi tipi di connettori per la ricarica dell’auto elettrica e perché Ewiva ha scelto lo standard CCS2

Uno dei pilastri di Ewiva è l’accessibilità: vogliamo rendere l’esperienza di ricarica facile, veloce e intuitiva per tutti gli e-driver. Per questo tutte le colonnine della nostra infrastruttura di ricarica sono dotate del connettore CCS type 2, lo standard europeo per la ricarica ultra-veloce in corrente continua (DC). In particolare, la direttiva europea AFID (Alternative Fuels Infrastructure Directive) prevede che, per fini di interoperabilità, i connettori siano muniti del sistema di ricarica “Combo 2”. Dunque, Ewiva ha scelto di allineare la propria infrastruttura agli standard europei.

 

Il CCS (Combined Charging System) type 2 consiste in un unico connettore di ricarica che consente sia la ricarica rapida in corrente continua (DC) sia la ricarica lenta in corrente alternata (AC). Col passare degli anni le principali case automobilistiche hanno adattato i loro veicoli a questo tipo di connettori consentendo così agli e-driver di accedere a una rete di ricarica sempre più estesa  e accompagnando l’utente verso una esperienza di ricarica sempre più semplice.

Quali sono le altre prese di ricarica?

Oltre allo standard CCS type 2, esistono altri tipi di connettori per le colonnine di ricarica pubblica: alcuni sono specifici per la corrente alternata (AC) e altri per la corrente continua (DC). L’AC consente una ricarica fino a 43kW mentre la DC permette una modalità ricarica veloce che può arrivare fino a 350kW.

 

Le prese per la ricarica AC possono essere:

– di tipo 1: è una spina monofase per veicoli di costruzione americana o asiatica e può supportare una potenza di ricarica pari a 7,4kW,

– di tipo 2 o Mennekes: è una spina a tripla fase che può arrivare ad una potenza di 43kW.

 

Per le ricariche in DC, oltre alla presa CCS type 2, esiste sul mercato anche la tipologia CHAdeMO: si tratta di un connettore per i sistemi di ricarica rapida che rappresenta lo standard giapponese ed è molto diffuso in alcune parti del mondo. Consente una ricarica bidirezionale che tocca i 100 kW. Anche se lo standard Ewiva, in linea con quanto richiesto dalla regolazione europea, è il connettore CCS type 2, alcune stazioni hanno una presa CHAdeMO.

 

Che cos’è l’interoperabilità?

Scopriamo insieme in che modo Ewiva cerca di rendere la sua rete di ricarica ultra-veloce sempre più accessibile

 

Ewiva, la joint venture di Enel X Way e Volkswagen Group, in pochi mesi ha già creato la rete ultra-veloce più grande d’Italia e lavora ogni giorno per mettere a disposizione degli e-driver un’infrastruttura affidabile e aperta a tutti.

 

In particolare, l’accessibilità è uno dei nostri valori fondamentali. Vogliamo fornire un servizio di ricarica pubblico aperto a qualsiasi veicolo elettrico capace di ricaricare velocemente e a tutti i provider italiani ed esteri di servizi di ricarica. Il nostro obiettivo è semplificare la vita dell’utente mettendogli a disposizione un’esperienza di ricarica veloce e intuitiva. Per mettere la nostra infrastruttura a disposizione di un numero sempre maggiore di e-driver, lavoriamo costantemente a nuovi accordi di interoperabilità.

 

Interoperabilità, CPO e MSP

L’interoperabilità è la capacità di due o più sistemi, reti, applicazioni o componenti, di scambiare informazioni tra loro e di essere poi in grado di utilizzarle. Nel mondo della ricarica delle auto elettriche questo si realizza tramite il Roaming per cui operatori diversi stipulano accordi commerciali e realizzano un’integrazione delle loro piattaforme.

 

Dunque, I CPO (Charging Point Operator) come Ewiva, che si occupano di attivare, installare e gestire l’infrastruttura di ricarica, siglano accordi con i fornitori di servizi di ricarica (gli MSP, ovvero i Mobility Service Providers) che, pur senza possedere o gestire una propria infrastruttura, offrono il servizio di ricarica agli utenti finali attraverso app o tessere RFID.

 

I partner di Ewiva

Ad oggi Ewiva ha stretto accordi con più di 50 partner per la ricarica, dando così la possibilità ad ogni e-driver di scegliere liberamente quale offerta sottoscrivere a seconda delle proprie esigenze e di poter comunque usufruire della nostra infrastruttura. Gli MSP formulano le offerte per la ricarica elettrica stabilendo ognuno il proprio prezzo €/kWh e proponendo soluzioni calcolate sul consumo della singola ricarica o in abbonamento a pacchetti di kWh.

 

Nella pagina Chi siamo del nostro sito puoi visionare tutti i partner con cui abbiamo stretto accordi di interoperabilità. Lavoriamo costantemente per allargare la nostra rete di partner e rendere la nostra infrastruttura sempre più accessibile.

Qual è la differenza tra CPO e MSP?

Charging Point Operators e Mobility Service Providers sono due attori fondamentali nella filiera della mobilità elettrica, scopriamo insieme qual è il loro ruolo.

Il sistema della mobilità elettrica è composto da diversi attori e non è sempre facile riconoscere le differenze tra i vari operatori che ne fanno parte. Comprendere qual è il ruolo del CPO e quale quello del MSP è una distinzione utile a tutti gli e-driver per conoscere quali sono i soggetti che svolgono le diverse attività e individuare in modo più semplice a chi rivolgersi in caso di necessità. 
Ѐ, inoltre, una distinzione rilevante anche per chi vuole contribuire alla crescita del proprio business e individuare facilmente a chi rivolgersi nell’ambito della mobilità elettrica per proporre nuovi servizi, cogliendo le opportunità offerte dallo sviluppo dell’emobility.

L’infrastruttura di ricarica: il ruolo di CPO e MSP

I Charging Point Operator (CPO) come Ewiva sono i soggetti che si occupano di installare, attivare e gestire l’infrastruttura di ricarica. A loro spetta anche il compito di intervenire successivamente in caso di eventuali problematiche o per la normale manutenzione. I CPO, di solito, assorbono l’investimento iniziale per costruire l’infrastruttura e si interfacciano con i partner pubblici o privati per ottenere gli spazi dove installare le stazioni di ricarica. Ad esempio, Ewiva offre diverse soluzioni con configurazioni di infrastruttura differenti, per adattarsi in modo completo alle possibili esigenze logistiche (es. spazio a disposizione) e di ricarica per gli utenti (es. servizi in prossimità della stazione).

Dunque, i CPO hanno il compito di individuare siti strategici dove collocare le stazioni per rendere l’infrastruttura di ricarica sempre più capillare. Inoltre, per permettere ad un numero sempre maggiore di e-driver di accedere alla rete, stringono i cosiddetti “accordi di interoperabilità” con i fornitori di servizi di ricarica (MSP), ovvero l’accordo tramite cui la rete costruita dal CPO viene resa disponibile e visibile attraverso l’app del fornitore di servizi di ricarica e quindi utilizzabile dai suoi clienti.

Ad esempio, Ewiva a oggi ha già attivato oltre 40 partnership con MSP italiani e non con l’obiettivo di ampliare costantemente il network per rendere l’infrastruttura sempre più accessibile per gli e-drivers italiani e stranieri. Puoi scoprire tutti gli MSP del network Ewiva alla pagina Chi siamo .

Ecco i casi principali in cui rivolgersi al Charging Point Operator:

  • segnalare guasti o malfunzionamenti della stazione di ricarica
  • richiedere informazioni sul funzionamento della rete
  • segnalare problemi di interoperabilità dell’infrastruttura
  • proporre uno spazio pubblico o privato in cui collocare una nuova stazione di ricarica
  • proporre nuovi servizi da offrire presso la stazione di ricarica
  • proporre tecnologie per la costruzione/manutenzione dell’infrastruttura
  • stringere un accordo di interoperabilità

Nel caso di Ewiva, infatti, attraverso la pagina Contatti è possibile inoltrare la propria richiesta utilizzando canali diversi in base alla propria necessità. E per rispondere poi alle domande più frequenti su come ricaricare con Ewiva è possibile consultare la sezione Help.

MSP: cosa sono e a cosa servono

I Mobility Service Providers sono coloro che, pur senza possedere o gestire una propria infrastruttura, offrono il servizio di ricarica agli utenti finali attraverso app o tessere RFID. Dunque, sono gli MSP a formulare le offerte per la ricarica elettrica stabilendo ognuno il proprio prezzo €/kWh e proponendo soluzioni calcolate sul consumo della singola ricarica o in abbonamento a pacchetti di kWh. Quindi, sono sempre gli MSP che si occupano di gestire i pagamenti e la fatturazione dei servizi di ricarica.

Il CPO “puro”, come Ewiva, può offrire direttamente il servizio di ricarica solo nel caso in cui un e-driver occasionale ricarichi presso la sua infrastruttura pagando tramite carta di credito o bancomat. Tuttavia, esistono casi in cui una stessa azienda svolge sia il ruolo di CPO che di MSP, installando proprie colonnine di ricarica e fornendo il servizio tramite la propria app.
Solitamente gli MSP che sono anche CPO, attraverso le proprie app rendono disponibile anche le infrastrutture di altri operatori con cui sono interoperabili, specificando che si tratta di punti di ricarica “terzi”.

Ecco i casi principali in cui rivolgersi al Mobility Service Provider:

  • richiedere informazioni sul costo della ricarica o dell’abbonamento
  • segnalare malfunzionamenti relativi all’app
  • richiedere chiarimenti sulle modalità di ricarica attraverso app o carte
  • segnalare problematiche relative al pagamento o alla fatturazione