Che differenza c’è tra kW e kWh?

Quando si approccia la mobilità elettrica, uno dei dubbi più comuni riguarda due sigle apparentemente simili, ma dal significato profondamente diverso: kilowatt (kW) e kilowattora (kWh). Confonderle è facile, ma comprenderne la differenza è la base per gestire al meglio la ricarica dell’auto, calcolare i tempi di sosta e interpretare correttamente le prestazioni e l’autonomia del veicolo.

 

kW e kWh: la metafora dell’acqua

Per capire la differenza in modo semplice e immediato, la fisica ci viene in aiuto con una semplice analogia, quella con l’acqua:

 

– Il kilowatt (kW) è l’unità di misura della potenza: Rappresenta la velocità con cui l’energia viene erogata o consumata in un preciso istante. È il diametro del rubinetto, o la portata del getto d’acqua: più il valore in kW è alto, più l’energia “scorre” velocemente.

 

– Il kilowattora (kWh) è l’unità di misura dell’energia: Rappresenta la quantità totale di energia accumulata o utilizzata nel tempo. È la quantità d’acqua contenuta nel secchio.

 

Se lasciamo aperto un rubinetto con una portata costante di 50 kW per esattamente un’ora, avremo riempito il nostro “secchio” con 50 kWh di energia.

 

Cosa significano questi valori per l’auto elettrica

Nel mondo delle BEV, queste due unità di misura identificano aspetti distinti e complementari dell’esperienza di ricarica e di guida:

 

– La capacità della batteria (kWh): Indica la dimensione del “serbatoio” dell’auto. Una batteria da 60 kWh può immagazzinare una quantità d’energia superiore rispetto a una da 40 kWh, garantendo — a parità di efficienza — una maggiore autonomia complessiva.

 

– La potenza di ricarica (kW): Indica la velocità per raggiungere il “pieno”. Collegandosi a una stazione di ricarica ultra-veloce da 300 kW, la batteria assorbirà energia molto più velocemente rispetto a una presa domestica da 3 kW.

 

– I consumi di bordo (kWh/100 km): Rappresentano l’efficienza della vettura, indicando quanti kWh servono per percorrere cento chilometri (l’equivalente dei litri per 100 km nelle auto termiche).

 

ABC – Smart Road: La strada intelligente trasforma la mobilità e la sicurezza

L’evoluzione della mobilità sostenibile non passa solo attraverso veicoli più efficienti, ma riguarda da vicino anche le infrastrutture su cui viaggiano. In questo scenario, le Smart Road rappresentano la fusione tra tecnologie digitali, sicurezza ed energia: un’infrastruttura interconnessa e interoperabile che comunica in tempo reale con i veicoli, ottimizza i flussi di traffico e integra fonti rinnovabili.

 

Trasformare l’asfalto da semplice superficie in un sistema tecnologico attivo permette di ridurre gli incidenti, eliminare i colli di bottiglia nei trasporti e rendere la gestione delle auto elettriche ancora più fluida ed efficiente.

 

Cos’è una Smart Road e come funziona

Una Smart Road consiste in un’arteria stradale equipaggiata con sensori IoT, connettività 5G, telecamere ad alta definizione e centraline di monitoraggio meteorologico. A differenza della viabilità tradizionale, questa infrastruttura raccoglie ed elabora continuamente i dati del territorio.

 

La sua caratteristica principale è la tecnologia V2I (Vehicle-to-Infrastructure), ovvero la capacità di far dialogare gli strumenti tecnologici presenti sulla strada direttamente con il computer di bordo delle auto. Attraverso lo scambio dati in tempo reale, la strada avvisa il veicolo della presenza di ostacoli improvvisi, ghiaccio, cantieri o rallentamenti, molto prima che il guidatore possa vederli.

 

I vantaggi per le auto elettriche e le Smart City

L’integrazione tra strade intelligenti e veicoli elettrici sblocca benefici cruciali per l’intero ecosistema della mobilità:

 

– Integrazione con la rete di ricarica: Le Smart Road possono monitorare in tempo reale lo stato degli hub di ricarica distribuiti lungo il tragitto, guidando il conducente verso la colonnina di ricarica libera più vicina e pre-condizionando la batteria prima dell’arrivo per ridurre i tempi di sosta.

 

– Energia pulita integrata: Molti progetti di strade intelligenti prevedono l’integrazione di barriere fonoassorbenti fotovoltaiche o pavimentazioni capaci di generare energia, alimentando direttamente l’illuminazione pubblica e i punti di ricarica autostradali.

 

– Prevenzione ed emergenze: Il sistema rileva automaticamente incidenti, veicoli fermi, merce caduta o presenza di ghiaccio, notificandone la presenza ai sistemi di bordo o ai pannelli a messaggio variabile su strada prima che il pericolo diventi visibile.

 

– Monitoraggio strutturale predittivo: Sensori dedicati controllano costantemente le sollecitazioni, le vibrazioni e le usure di ponti, viadotti e gallerie, programmando le manutenzioni ed evitando interventi d’urgenza o blocchi del traffico.

C-Rate: Cos’è e quanto è importante per le prestazioni delle auto elettriche

Quando si parla di batterie delle auto elettriche, la sola capacità del pacco batteria (espressa in kWh) non basta a spiegare quanto un veicolo sia scattante o quanto velocemente si ricarichi. A fare la differenza è un parametro fondamentale: il C-Rate.

 

Comprendere questo valore permette di capire come l’energia entra ed esce dalla batteria e perché la gestione termica dell’auto sia così determinante per preservare la salute delle celle nel tempo.

 

Cos’è il C-Rate (spiegato in modo semplice)

Il C-Rate è l’unità di misura che indica la velocità con cui una batteria si carica o si scarica in rapporto alla sua capacità nominale.

Per capirlo senza formule complesse,  è possibile immaginare la batteria come una vasca d’acqua e il C-Rate come la portata del rubinetto:

 

– 1C: Significa che la batteria si carica (o si scarica) completamente in 1 ora.

 

– 2C: La velocità raddoppia, erogando o assorbendo il doppio dell’energia: la batteria si riempie o si svuota in 30 minuti.

 

– 5C: La velocità si dimezza e il processo richiede 2 ore.

 

Se una batteria da 60 kWh lavora a 2C, significa che sta assorbendo o erogando una potenza di 120 kW.

 

Il ruolo del C-Rate nelle auto elettriche

Nelle BEV, il C-Rate influisce direttamente su due momenti chiave dell’esperienza di guida: la ricarica e l’accelerazione.

 

– Ricarica ultra-veloce (in ingresso): quando ci si collega a una colonnina ad alta potenza (HPC), il sistema spinge il C-Rate verso valori elevati per fare il “pieno” nel minor tempo possibile.

 

– Accelerazione e potenza (in uscita): quando si schiaccia l’acceleratore per un sorpasso, il motore richiede un picco istantaneo di energia. Un C-Rate di scarica elevato permette alla batteria di erogare tutta la potenza necessaria in frazioni di secondo.

 

– Calore e salute della batteria: lavorare ad alti C-Rate genera calore a causa della resistenza interna delle celle. È qui che entra in gioco l’architettura dell’auto elettrica: i sistemi di raffreddamento a liquido e il Battery Management System (BMS) mantengono la batteria nella finestra di temperatura ideale, garantendo ricariche rapide e scatti brillanti senza degrado precoce.

Padova e Colli Euganei in elettrico: tre tappe tra arte e natura

Il mese di settembre offre il clima ideale per esplorare le meraviglie del Veneto in un viaggio on the road all’insegna della sostenibilità. Vi proponiamo un itinerario in elettrico di 45 km, suddiviso in tre tappe, che intreccia l’inestimabile patrimonio artistico padovano con la quiete lussureggiante dei Colli Euganei. Dalle piazze monumentali ai borghi medievali che hanno ispirato grandi poeti, preparatevi a vivere un’esperienza rigenerante tra arte, storia e natura.

 

Consulta la mappa delle colonnine ad alta potenza Ewiva per pianificare il tuo viaggio in elettrico.

 

Padova

Il nostro itinerario prende avvio da Padova, una città ricca di storia e cultura da scoprire a ogni angolo. Una passeggiata per le eleganti vie del centro storico vi condurrà ad ammirare monumenti simbolo come il Prato della Valle, la basilica di Sant’Antonio e l’iconica Cappella degli Scrovegni. Da non perdere anche una visita all’Orto Botanico universitario, riconosciuto come il più antico al mondo. Dopo esservi immersi nell’arte e nella cultura, è il momento di sedersi a tavola per onorare i sapori locali: vi suggeriamo di ordinare i grandi piatti della tradizione, come la classica gallina alla padovana, o un corroborante piatto di risotto o di bigoli al ragù d’anatra.

 

Arquà Petrarca

Lasciata la città, il percorso si snoda verso l’entroterra collinare fino a raggiungere Arquà Petrarca. Incastonato nel cuore dei Colli Euganei, questo centro è considerato uno dei borghi più suggestivi d’Italia. Si tratta di una località celebre per ospitare la casa museo e la tomba del sommo poeta Francesco Petrarca, che qui scelse di trascorrere l’ultima parte della sua vita. Per una sosta dolce e dal sapore antico, provate le giuggiole: questi piccoli frutti simili al dattero, tipici del luogo, sono squisiti da mangiare sia freschi che sciroppati.

 

Este

L’ultima tappa ci conduce a Este, dove una storia millenaria è racchiusa nel maestoso Castello Carrarese e nei suoi giardini. Per gli amanti del trekking leggero, dal centro del paese prende il via il pittoresco Sentiero del Principe, un percorso che regala scorci panoramici imperdibili su tutto il territorio circostante. Anche in questo caso l’eccellenza culinaria merita attenzione: a tavola è d’obbligo gustare il rinomato Prosciutto crudo dolce d’Este. Per chiudere il pasto in bellezza, degustate il Riccio d’Este, uno squisito dolce artigianale a base di mandorle e cioccolato.

 

Alcune stazioni Ewiva lungo il percorso

– Padova (PD) – Via del Plebiscito, 1866/73
– Padova (PD) – Via Fornace Morandi, 19
– Padova (PD) – Corso Australia, 3
– Albignasego (PD) – via Fabio Filzi, 6a

Cos’è il coefficiente aerodinamico e perché è l’alleato invisibile delle auto elettriche

Durante la guida, c’è un muro invisibile che l’auto deve continuamente spingere via: l’aria. Per questo il coefficiente aerodinamico (Cx) è uno dei fattori fondamentali nel design dei veicoli, ed è altrettanto rilevante anche per quelli elettrici. Capire come l’aria influisce sulle prestazioni alla guida e ottimizzare la forma dell’auto permette di tagliare i consumi, soprattutto in autostrada, guadagnando decine di chilometri di autonomia reale.

 

Cos’è il coefficiente aerodinamico e perché non dipende solo dalle dimensioni

 

Il Cx è semplicemente l’indice che misura la “scivolosità” aerodinamica di un’auto, ovvero la sua capacità di fendere l’aria in movimento. Per capire come funziona è sufficiente un esempio pratico: mettendo una mano fuori dal finestrino di un’auto in corsa, tenendola di taglio l’aria scorrerà via senza sforzo, mentre girandola di piatto si avvertirà un maggiore attrito. Il coefficiente aerodinamico calcola questa resistenza.

 

Lo sforzo totale che l’auto compie durante la corsa dipende dall’unione di due fattori:

 

– La forma: quanto il profilo della carrozzeria aiuta l’aria a scivolare via senza creare vortici.

 

– L’area frontale: la dimensione effettiva del “muro” di carrozzeria che impatta l’aria. Per esempio, un SUV incontrerà comunque più resistenza di una berlina.

 

Perché le auto elettriche nascono già “più aerodinamiche”
La struttura stessa dei veicoli elettrici offre vantaggi ingegneristici enormi rispetto alle auto tradizionali.

 

Non dovendo ospitare un ingombrante motore a combustione, le BEV sfruttano caratteristiche uniche:

 

– Muso basso e affusolato: I motori elettrici sono compatti e posizionati sugli assi. Questo permette di abbassare il cofano anteriore creando una linea spiovente che fende l’aria.

 

– Frontale sigillato: Non serve far entrare enormi flussi d’aria per raffreddare un radiatore termico. La griglia anteriore può così essere chiusa, eliminando le turbolenze interne.

 

– Fondo piatto: Avendo il pacco batteria integrato direttamente lungo il pianale, il sottoscocca delle BEV è completamente liscio e carenato. L’aria scorre sotto il veicolo senza incocciare in tubi di scarico o meccaniche sporgenti.

 

Mentre in un’auto a combustione gran parte dell’energia viene persa in calore dal motore, il motore elettrico ha un’efficienza elevatissima. Affinare le forme dell’auto e abbassare il coefficiente aerodinamico permette di guadagnare strada in modo intelligente: si ottiene più autonomia ad alta velocità senza dover aggiungere batterie più grandi, che aumenterebbero solo il peso e i costi del veicolo.

Microgrid: reti elettriche locali ed evoluzione del sistema energetico

L’evoluzione del sistema energetico richiede strumenti sempre più avanzati per gestire e distribuire l’elettricità a livello locale. In questo scenario, le Microgrid (o microreti) rappresentano una innovazione chiave per la transizione verso un modello decentralizzato: un sistema intelligente che spesso unisce produzione da rinnovabili, stoccaggio e consumo autonomo.

 

Sviluppare le microreti significa rendere la rete più efficiente, riducendo le perdite di trasmissione e permettendo a comunità locali, distretti industriali e stazioni di ricarica di gestire l’energia “a chilometro zero”, aumentando la resilienza complessiva del sistema energetico nazionale.

 

Cos’è una Microgrid e come funziona

Una Microgrid è una rete locale di produzione e distribuzione di energia elettrica: spesso infatti unisce insieme, in delle aree geografiche ben delimitate, la produzione rinnovabile (es. impianti fotovoltaici o eolici) con un insieme di utenti che si trovano nelle immediate vicinanze e consumano l’energia “prodotta in loco” (es. vicine abitazioni, imprese, ospedali, ecc.).

 

Grazie a un software di gestione centralizzato, l’intero sistema agisce come una singola entità controllabile nei confronti della rete principale (macrorete) e può essere, dunque, gestita anche in modo autonomo e scollegato dalla rete nazionale.

 

Questa architettura garantisce massima flessibilità: la microrete può scambiare energia con la rete nazionale in condizioni normali, oppure scollegarsi all’istante per operare in “island mode” (modalità isola), continuando ad alimentare le utenze collegate in totale autonomia anche in caso di blackout o eventi meteorologici estremi.

 

I vantaggi chiave: efficienza locale e supporto nazionale

L’adozione delle microreti può offrire benefici strutturali ed economici precisi:

– Zero dispersioni: Producendo e consumando l’elettricità in loco, si azzerano le perdite energetiche tipiche del trasporto lungo le grandi linee di trasmissione nazionali.

– Resilienza critica: Garantisce la continuità operativa a strutture sensibili come ospedali, data center e aree industriali, proteggendole da cali di tensione e interruzioni.

– Supporto alla macrorete: Se connessa, la microrete può fornire servizi di bilanciamento alla rete principale, immettendo energia per stabilizzare la frequenza nei momenti di picco.

– Ottimizzazione dei costi: i costi dell’energia possono essere gestiti in maniera più efficiente attraverso la produzione rinnovabile e la gestione locale dell’elettricità.

 

Microgrid e mobilità elettrica: una nuova prospettiva

Con lo sviluppo delle Microgrid le infrastrutture di ricarica potranno diventare ancora più flessibili e offrire una nuova prospettiva in ottica di transizione energetica: stazioni High Power Charging (HPC), integrate a pensiline fotovoltaiche e sistemi di accumulo, potranno erogare massima potenza sfruttando l’energia pulita prodotta direttamente sul posto.

Riapre la stazione di Corso Francia 212 a Roma

Dal 21 luglio è nuovamente attivo e a disposizione degli e-driver il sito di ricarica elettrica situato in Corso Francia 212, a Roma.

 

L’area, recentemente rinnovata grazie a interventi di manutenzione straordinaria, torna operativa per garantire un’esperienza di ricarica accessibile e all’avanguardia.

 

La stazione di ricarica offre un totale di 10 punti di ricarica, pensati per soddisfare ogni esigenza:

– 8 punti di ricarica ultra-veloce da 300kW

– 2 punti di ricarica Enel Pole Station da 22+22kW

 

Le stazioni di ricarica ultraveloci Ewiva sono regolarmente accessibili e presenti sulle piattaforme digitali: cerca il sito di Corso Francia 212 a Roma sulle mappe o sulla tua app per la mobilità elettrica preferita!

Gallura on the road, un weekend in elettrico

La Sardegna, con i suoi paesaggi mozzafiato e le sue tradizioni millenarie, è la destinazione perfetta per un viaggio on the road sostenibile. Oggi vi portiamo alla scoperta della Gallura in elettrico: un itinerario di circa 70 km suddiviso in tre tappe imperdibili, ideale per un weekend all’insegna della natura incontaminata e della cultura locale.

 

Dalle antiche testimonianze nuragiche ai pittoreschi borghi dell’entroterra, fino alle maestose scogliere di granito che si tuffano nel mare turchese, preparatevi a vivere un’esperienza indimenticabile a zero emissioni.

 

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Olbia

Il nostro itinerario prende avvio da Olbia, una città il cui centro storico si visita comodamente a piedi, passeggiando tra piazze, chiese e vivaci botteghe.

Il lungomare cittadino si rivela perfetto per una rilassante passeggiata con vista sul porto. A poca distanza dal centro urbano, è possibile immergersi nel mare cristallino delle spiagge di Pittulongu oppure fare un tuffo nel passato visitando il sito archeologico del Pozzo Sacro di Sa Testa, considerata una delle testimonianze più affascinanti e misteriose della civiltà nuragica.

L’esperienza in terra sarda non è completa senza aver esplorato i sapori locali: a tavola, vi suggeriamo di provare la tradizionale zuppa gallurese oppure un delizioso piatto di cozze alla marinara.

 

San Pantaleo

Lasciata la costa, il viaggio prosegue verso l’entroterra fino a raggiungere San Pantaleo, un piccolo borgo dal fascino autentico, conosciuto in tutto il territorio per le sue caratteristiche botteghe artigiane e per un’atmosfera profondamente rilassata. Se vi trovate da queste parti il giovedì, potrete perdervi tra i banchi di uno dei mercatini più famosi e caratteristici di tutta la Sardegna.

Per gli amanti del trekking, il borgo è il punto di partenza ideale: da qui si diramano infatti diversi percorsi escursionistici che conducono verso i suggestivi massicci granitici del Monte Cugnana. Tra le specialità culinarie spiccano gli acciuleddi, un delizioso dolce fritto e ripassato nel miele.

 

Santa Teresa di Gallura

Il percorso culmina a Santa Teresa di Gallura, situata sull’estremità settentrionale dell’isola. Dal centro del paese bastano pochissimi minuti per raggiungere la celebre spiaggia di Rena Bianca o spingersi verso quelle poco più distanti di Capo Testa e Valle della Luna, scenari mozzafiato dove scogliere in granito si tuffano in un mare turchese.

Prima di ripartire, è d’obbligo una sosta alla Torre di Longosardo, un punto privilegiato che offre una vista panoramica spettacolare sulle Bocche di Bonifacio e sulle coste della vicina Corsica. L’ultima tappa celebra i profumi del mare e della terra. I piatti tipici da non perdere assolutamente sono la fregola sarda, preparata con pesce o frutti di mare, e l’immancabile zuppa cuata.

 

Alcune stazioni Ewiva lungo il percorso:

– Olbia (SS) – Viale Basa
– Olbia (SS) – Viale Rudalza
– Santa Teresa di Gallura (SS) – Via la Marina

Auto elettriche, cos’è il frunk e quali sono i suoi vantaggi

Il design moderno e innovativo delle BEV ha portato a innovazioni importanti anche ad elementi più classici e funzionali delle automobili: uno dei cambiamenti più evidenti riguarda il frunk (front trunk), il bagagliaio anteriore. Non si tratta di una scelta estetica, ma di un vero e proprio elemento d’ingegneria che ottimizza l’aerodinamica, aumenta la sicurezza e semplifica l’esperienza d’uso. Se la batteria è il cuore pulsante delle BEV, il frunk è la prova di come innovazione e funzionalità possano innovare il design.

 

Cos’è il frunk

Nelle auto tradizionali il cofano ospita il motore termico e i suoi sistemi di raffreddamento, mentre nei veicoli elettrici tutto questo scompare: i motori sono estremamente compatti, mentre la batteria è integrata nel pianale. Liberando lo spazio anteriore si ricava un innovativo vano, per ospitare oggetti e bagagli, che nelle auto tradizionali è occupato da componenti come pistoni, radiatori e cinghie.

 

I vantaggi aerodinamici del frunk

La riprogettazione del frontale sblocca maggiori vantaggi in termini di efficienza energetica. Nelle auto termiche, infatti, la necessità di convogliare l’aria per raffreddare il motore impone griglie frontali che generano turbolenze; nelle BEV, l’assenza di questo ingombro consente di disegnare un profilo anteriore più basso, spiovente e affusolato.

 

Il taglio del coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) consente al veicolo di fendere l’aria con uno sforzo minimo, specialmente a velocità elevate, come in autostrada. Meno resistenza significa meno energia richiesta alla batteria e, di riflesso, un incremento concreto dell’autonomia complessiva e una riduzione dello stress termico sulle celle durante i lunghi viaggi.

 

Con il Frunk aumenta la sicurezza strutturale

Oltre all’efficienza aerodinamica, lo spazio del frunk offre un vantaggio cruciale per la sicurezza. In caso di impatto frontale, infatti, il frunk funge da zona a deformazione programmata, assorbendo l’impatto e dissipando l’energia dell’urto in modo molto più efficace rispetto a un rigido blocco motore. Il frunk non solo protegge l’abitacolo, ma preserva l’integrità strutturale del pacco batteria situato nel pianale.

 

La comodità d’uso del Frunk

Per chi guida elettrico, il frunk è infine sinonimo di praticità. È il posto perfetto per riporre i cavi di ricarica: sempre a portata di mano e accessibili, senza dover svuotare il bagagliaio posteriore quando si viaggia a pieno carico.

 

Inoltre, essendo isolato dall’abitacolo, è ideale per alloggiare oggetti umidi o attrezzature sportive sporche, evitando la diffusione di odori o sporcizia a bordo. Molti modelli di BEV dispongono infatti di un fondo rigido facilmente lavabile per questo scopo.

Le Langhe in elettrico: tre tappe tra natura e cultura

Inizia l’estate e non c’è momento migliore per scoprire il volto luminoso delle Langhe. Lontano dal classico periodo della vendemmia e dei colori autunnali, questo territorio si accende di sfumature vivaci e atmosfere rilassanti. Vi proponiamo un percorso in elettrico di 50 km in 3 tappe attraverso questa splendida area del Piemonte dove natura, arte e sapori si fondono in un paesaggio unico. Un viaggio pensato per chi desidera muoversi in modo sostenibile, immergendosi nei colori e nei profumi delle fioriture estive.

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La Morra

Il nostro viaggio prende avvio da La Morra, che vanta uno dei punti panoramici più belli della zona. Il suo belvedere, non a caso ribattezzato il “balcone delle Langhe”, offre una vista spettacolare che si affaccia sulle colline circostanti. A poca distanza dal centro storico si erge un piccolo gioiello artistico: l’iconica Cappella del Barolo, celebre per essere decorata con vivaci motivi pop-art. Per gli amanti della natura, dal borgo parte inoltre una fitta rete di percorsi da trekking che attraversano i suggestivi filari di vite. A tavola vince la grande tradizione piemontese. Dopo una passeggiata panoramica, la scelta gastronomica ricade inevitabilmente sui classici del territorio: tajarin, carne cruda e i pregiati dolci alla nocciola.

 

Bossolasco

Proseguendo l’itinerario si raggiunge Bossolasco, pittoresco centro conosciuto come il “paese delle rose”. In questo periodo dell’anno, i balconi, i giardini e gli angoli del borgo si riempiono di fiori, creando un’atmosfera curata e di grande suggestione. Il borgo rappresenta anche una delle tappe fondamentali della “Strada romantica”, grazie alla presenza di alcuni punti panoramici che si affacciano splendidamente sulla valle. La sosta gastronomica a Bossolasco regala sapori autentici e legati alla pastorizia locale. Qui, infatti, potete assaggiare la Tuma, un delizioso formaggio morbido che rappresenta una vera tipicità di questo borgo.

 

Sale San Giovanni

Il viaggio culmina a Sale San Giovanni, dove a giugno la magia della fioritura della lavanda colora la natura intorno al borgo. Questo evento trasforma il paesaggio in un percorso sensoriale unico tra colori e profumi inebrianti. I visitatori possono concedersi lunghe passeggiate rigeneranti tra i sentieri delle colline oppure dedicarsi a esplorare le pittoresche stradine del borgo. La cultura rurale e botanica permea profondamente anche la tavola locale. La cucina del luogo è infatti molto influenzata dall’uso delle erbe autoctone, che vengono sapientemente utilizzate per aromatizzare formaggi freschi e focacce, o per comporre ricche e profumate tisane.

 

Alcune stazioni Ewiva lungo il percorso:

La Morra (CN) – Borgata Muratori, 19-2

Cherasco (CN) – Via Isorella, 10

Alba (CN) – Corso Europa, 150a

Millesimo (SV) – Via Natta 1