Cos’è il coefficiente aerodinamico e perché è l’alleato invisibile delle auto elettriche

Durante la guida, c’è un muro invisibile che l’auto deve continuamente spingere via: l’aria. Per questo il coefficiente aerodinamico (Cx) è uno dei fattori fondamentali nel design dei veicoli, ed è altrettanto rilevante anche per quelli elettrici. Capire come l’aria influisce sulle prestazioni alla guida e ottimizzare la forma dell’auto permette di tagliare i consumi, soprattutto in autostrada, guadagnando decine di chilometri di autonomia reale.

 

Cos’è il coefficiente aerodinamico e perché non dipende solo dalle dimensioni

 

Il Cx è semplicemente l’indice che misura la “scivolosità” aerodinamica di un’auto, ovvero la sua capacità di fendere l’aria in movimento. Per capire come funziona è sufficiente un esempio pratico: mettendo una mano fuori dal finestrino di un’auto in corsa, tenendola di taglio l’aria scorrerà via senza sforzo, mentre girandola di piatto si avvertirà un maggiore attrito. Il coefficiente aerodinamico calcola questa resistenza.

 

Lo sforzo totale che l’auto compie durante la corsa dipende dall’unione di due fattori:

 

– La forma: quanto il profilo della carrozzeria aiuta l’aria a scivolare via senza creare vortici.

 

– L’area frontale: la dimensione effettiva del “muro” di carrozzeria che impatta l’aria. Per esempio, un SUV incontrerà comunque più resistenza di una berlina.

 

Perché le auto elettriche nascono già “più aerodinamiche”
La struttura stessa dei veicoli elettrici offre vantaggi ingegneristici enormi rispetto alle auto tradizionali.

 

Non dovendo ospitare un ingombrante motore a combustione, le BEV sfruttano caratteristiche uniche:

 

– Muso basso e affusolato: I motori elettrici sono compatti e posizionati sugli assi. Questo permette di abbassare il cofano anteriore creando una linea spiovente che fende l’aria.

 

– Frontale sigillato: Non serve far entrare enormi flussi d’aria per raffreddare un radiatore termico. La griglia anteriore può così essere chiusa, eliminando le turbolenze interne.

 

– Fondo piatto: Avendo il pacco batteria integrato direttamente lungo il pianale, il sottoscocca delle BEV è completamente liscio e carenato. L’aria scorre sotto il veicolo senza incocciare in tubi di scarico o meccaniche sporgenti.

 

Mentre in un’auto a combustione gran parte dell’energia viene persa in calore dal motore, il motore elettrico ha un’efficienza elevatissima. Affinare le forme dell’auto e abbassare il coefficiente aerodinamico permette di guadagnare strada in modo intelligente: si ottiene più autonomia ad alta velocità senza dover aggiungere batterie più grandi, che aumenterebbero solo il peso e i costi del veicolo.

La Rete dei Comuni: San Stino di Livenza (VE)

Prosegue l’impegno di Ewiva, loperatore di stazioni di ricarica ultraveloci del Gruppo Enel, nell’espansione della rete di ricarica ultra-veloce lungo tutta la Penisola, con l’obiettivo di supportare i Comuni italiani nel percorso verso una mobilità sempre più consapevole.

 

Questa volta facciamo tappa a San Stino di Livenza, in Veneto, un incantevole crocevia adagiato lungo il corso del fiume Livenza, dove il fascino dell’entroterra veneto si fonde con una profonda ricchezza storica e naturalistica.

 

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San Stino di Livenza: tra arte sacra, ville storiche e polmoni verdi

Punto di riferimento della pianura veneta orientale e a 40km da Venezia, San Stino di Livenza offre ai visitatori un’esperienza rilassante che unisce la bellezza del paesaggio agricolo a sorprendenti tesori architettonici e artistici. Ecco quattro tappe imperdibili da scoprire mentre la tua auto è in ricarica:

 

– Boschi di Bandiziol e Prassacon: Un vero tesoro naturalistico. Questo vasto bosco di pianura, uno dei più grandi e importanti del Veneto, è un’oasi di biodiversità ideale per rigeneranti passeggiate a piedi o in bicicletta, offrendo un’immersione totale in un autentico paesaggio rurale.

 

– Duomo di Santo Stefano Protomartire: Situato nel cuore della cittadina, è il principale luogo di culto locale. L’edificio, con le sue linee architettoniche armoniose, rappresenta da sempre un fondamentale punto di riferimento storico, sociale e spirituale per l’intera comunità sanstinese.

 

– Chiesa di San Marco Evangelista: Situata nella vicina frazione di Corbolone, questa chiesa è un inaspettato e prezioso scrigno d’arte. Al suo interno custodisce affreschi e opere pittoriche di inestimabile valore (tra cui lavori attribuiti alla scuola del Tiziano e al Pordenone) che testimoniano il fervore artistico rinascimentale del territorio.

 

– Villa Migotto: Un affascinante esempio di architettura rurale veneta. Questa storica villa e le sue adiacenze raccontano le atmosfere dell’antica civiltà contadina, celebrando le tradizioni agricole e sociali che per secoli hanno plasmato l’economia e l’identità del paesaggio locale.

 

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