4 domande sulla mobilità elettrica: le risposte nel Libro bianco di Motus-E

Recentemente Motus-E, l’associazione italiana che riunisce operatori industriali dei settori energia, automotive e mondo accademico per favorire la transizione energetica nel mondo dei trasporti, ha presentato il “Libro bianco sulla mobilità elettrica.

Uno strumento per amministratori, addetti ai lavori e utenti, utile per comprendere i grandi cambiamenti in corso nel settore della mobilità  e le tendenze di un mondo in continua evoluzione. Anche Ewiva, come partner dell’associazione, ha contribuito alla realizzazione di questo documento con un focus sull’esperienza di ricarica.

 

All’interno del Libro bianco sono raccolti dati e informazioni che permettono di rispondere in maniera analitica e puntuale ad alcune delle domande cruciali del dibattito pubblico intorno alla mobilità elettrica e alla transizione in Italia.

 

Qual è lo stato dell’infrastruttura di ricarica pubblica in Italia?

Negli ultimi anni la rete di ricarica pubblica è cresciuta a ritmi straordinari: oggi l’Italia conta oltre 65.000 punti di ricarica, con un aumento del 217% negli ultimi quattro anni. Si stima che circa il 94% del territorio nazionale sia coperto da almeno una colonnina nel raggio di 10 km. Importante anche la crescita al Sud e nelle Isole, dove i punti di ricarica sono aumentati del 25% solo nell’ultimo anno, segno di un impegno per rendere sempre più omogenea la distribuzione territoriale dell’infrastruttura.

 

Attualmente l’Italia è quarta in Europa per numero di punti di ricarica ogni 100 auto elettriche, seconda se si considerano solo i punti DC (scopri la differenza tra AC e DC). Negli ultimi anni si sta intensificando anche la presenza delle stazioni di ricarica lungo le autostrade e ad oggi circa il 45% delle aree di servizio dispone di almeno un punto di ricarica. Tutti questi dati testimoniano in modo oggettivo il fatto che l’infrastruttura di ricarica non rappresenta più un ostacolo all’adozione della mobilità elettrica.

 

Come si sta evolvendo l’esperienza di ricarica?

La ricarica delle auto elettriche sta diventando sempre più semplice e accessibile. Oltre all’utilizzo di app e card RFID in abbonamento o a consumo secondo le offerte dei molti fornitori di servizi di ricarica, si stanno diffondendo sempre di più i pagamenti contactless con carta di credito o bancomat direttamente alla colonnina. Una soluzione pratica anche per chi non ha un abbonamento, come turisti, utenti occasionali o in caso di necessità.

 

Un’ulteriore tecnologia che rende l’esperienza di ricarica ancora più facile è la diffusione del metodo Plug&Charge: per i veicoli abilitati, basta collegare l’auto alla colonnina e la ricarica parte da sola, senza bisogno di tessere o app. Ewiva è stato il primo CPO a diffondere il Plug&Charge su larga scala in Italia.

 

Tutti i siti Ewiva dove è attivo il POS

 

Smaltire le batterie delle auto elettriche sarà un problema?

Lo smaltimento delle batterie delle auto elettriche è uno dei temi più dibattuti e spesso è oggetto di disinformazione e false credenze. Sicuramente il loro smaltimento è un processo complesso che presenta sfide ma anche notevoli opportunità. Un primo aspetto da sottolineare è legato alla durata: le batterie delle vetture elettriche hanno una durata molto lunga e iniziano a perdere efficienza solo dopo 8-9 anni di utilizzo.

 

Inoltre, a fine vita possono essere riutilizzate per lo stoccaggio di energia in abitazioni, imprese o impianti fotovoltaici. Solo al termine di questa seconda vita subentra il segmento dello smaltimento. Da questo punto di vista si stanno facendo importanti passi avanti tecnologici e normativi: batterie più sicure e longeve, processi di smaltimento più efficienti e l’introduzione del Battery Passport europeo come strumento per la tracciabilità.

 

In questo contesto, l’Italia può cogliere un’importante opportunità di business e diventare un hub europeo per il riciclo delle batterie. Un settore che secondo le stime potrebbe generare oltre mezzo miliardo di euro entro il 2050, creando valore economico e industriale.

 

Attualmente nella filiera italiana ci sono circa 80 aziende che si occupano di batterie ma solo una decina si occupano dello smaltimento. Un potenziale che potrebbe essere pienamente sfruttato con investimenti mirati e il sostegno economico e normativo delle istituzioni.

 

A che punto siamo con l’elettrificazione del trasporto pubblico locale e delle flotte aziendali?

La transizione dei trasporti coinvolge anche autobus per il trasporto pubblico locale e veicoli commerciali e sebbene l’Italia non sia ancora al livello di molti paesi europei, il settore sta vivendo una fase di significativa trasformazione. Nel 2024, quattro autobus urbani su dieci immatricolati erano elettrici, con un aumento del 162% rispetto al 2023. Un trend già in crescita e si prevede che entro il 2050 quasi il 90% degli autobus circolanti in città per il trasporto pubblico sarà elettrico.

 

Per quanto riguarda i veicoli commerciali, le flotte aziendali sono considerate elementi fondamentali e trainanti della transizione. Per questo l’UE sta pensando a piani di azione dedicati con incentivi sul prezzo dell’energia e sull’acquisto iniziale dei veicoli.

 

In Italia, il trend delle immatricolazioni nei primi quattro mesi del 2025 è incoraggiante: +41% di mezzi leggeri e +137% di mezzi pesanti rispetto al 2024. E per supportare questa transizione, entro il 2025 il 15% della rete stradale italiana dovrà dotarsi di stazioni di ricarica ad alta potenza dedicate ai mezzi pesanti.

 

Questi dati confermano che la mobilità elettrica in Italia non è più un futuro ipotetico, ma una realtà in rapida evoluzione e sviluppo, sostenuta da innovazione, infrastrutture e nuove opportunità industriali.

Sì, è vero: il mercato delle auto elettriche è in crescita

Il mercato delle auto elettriche sta vivendo a livello mondiale una fase di crescita, segnando un punto di svolta nella transizione verso la mobilità sostenibile. La prova ci arriva dal “Global EV Outlook 2025” dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, l’organizzazione internazionale intergovernativa che si occupa di Energia e Transizione. La sua pubblicazione annuale si basa sui dati più recenti e ci offre uno sguardo approfondito sulla mobilità elettrica di oggi e di domani.

 

Nel 2024 il settore ha registrato un’espansione segnata da un’offerta di modelli sempre più diversificata e accessibile in grado di soddisfare un’ampia gamma di esigenze degli automobilisti e i dati degli ultimi 2 anni confermano il trend positivo: nel corso del 2024 le vendite globali di auto elettriche hanno raggiunto la cifra record di 17 milioni di unità (il 20% delle nuove auto vendute erano elettriche). Un risultato che testimonia la crescente transizione a livello mondiale verso la nuova generazione di veicoli.

 

Nel primo trimestre del 2025, in particolare, la crescita è stata ancora più marcata, con un aumento del 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, evidenziando una domanda in continua ascesa. Le proiezioni dicono che entro la fine del 2025 le auto elettriche rappresenteranno il 25% del mercato globale, il che significa che una vettura venduta su quattro sarà elettrica.

 

L’espansione della rete, il costo totale di possesso e altri fattori di crescita

Un fattore cruciale di questa espansione riguarda i costi delle auto elettriche, che nell’intero ciclo di vita risultano sempre più convenienti rispetto ai veicoli a combustione interna. Lo dimostra la tendenza al ribasso del costo totale di possesso (Total Cost of Ownership), indice che include costi di acquisto, costo della ricarica, manutenzione, assicurazione, tasse e deprezzamento, offrendo una visione completa della spesa complessiva. Il fattore convenienza aumenta anche grazie alla progressiva diminuzione del costo del pacco batteria, uno degli elementi più importanti delle auto elettriche; rispetto al 2023, il costo del pacco batteria è diminuito del 25%, incidendo in maniera positiva sul prezzo delle vetture.

 

Parallelamente, l’espansione della rete di ricarica pubblica sta giocando un ruolo fondamentale: nel 2023, il numero di colonnine è cresciuto del 30% a livello globale rispetto all’anno precedente e oggi nel mondo di sono oltre 5 milioni punti di ricarica, di cui 1 milione solo in Europa. Nell’ultimo anno è aumentato del 50% anche il numero delle colonnine ultra-veloci, che offrono un servizio di ricarica rapida come quello di Ewiva.

In Italia si contano complessivamente oltre 65.000 punti di ricarica pubblici a maggio 2025, con piani per ulteriori 21.000 colonnine rapide entro il 2026.

Altro fattore non trascurabile nello sviluppo del settore della mobilità elettrica è la previsione sull’offerta di nuovi veicoli. Si prevede che, entro il 2026, sul mercato ci saranno oltre 1000 modelli di auto elettriche tra cui scegliere, ampliando il ventaglio di offerta con veicoli sempre più accessibili e adatti a ogni esigenza di mobilità, rendendo l’elettrico una scelta pratica e conveniente.

 

Entro il 2035, si prevede che la quota di mercato globale raggiungerà il 40%. Questo scenario, supportato da investimenti in tecnologie per batterie e infrastrutture, non solo rimodellerà l’industria automobilistica mondiale, ma contribuirà anche a una significativa riduzione del consumo di petrolio, con un risparmio stimato di 12 milioni di barili al giorno entro il 2035.

 

La mobilità elettrica, dunque, non è più un’opzione di nicchia, ma una realtà consolidata e in crescita a livello mondiale, con benefici ambientali ed economici sempre più evidenti.

La via Emilia in elettrico: un weekend tra storia, arte e sapori

Con gli itinerari Ewiva partiamo alla scoperta delle bellezze del territorio italiano attraverso la nostra rete di ricarica ultra-veloce. Con l’itinerario di oggi vi portiamo a vivere un’avventura elettrizzante lungo la via Emilia, un percorso antichissimo che collega le principali città dell’Emilia-Romagna. Un road trip di circa 170 km attraverso 4 tappe, perfetto per un week end tra storia, arte e gastronomia.

 

Lungo la strada potrai contare sulle stazioni di ricarica ultra-veloce di Ewiva che, grazie ad una rete capillare e diffusa su tutto il territorio italiano, garantiscono a tutti gli e-driver un’esperienza di ricarica accessibile ed efficiente.

 

Prima di metterti in viaggio, pianifica il tuo itinerario e consulta la mappa per trovare la colonnina Ewiva più vicina a te.

 

La via Emilia in elettrico: Piacenza

Il nostro itinerario inizia dal centro di Piacenza, una città ricca di storia e arte. Partiamo da Piazza Cavalli, il cuore pulsante della città, dominata dalle imponenti statue equestri dei Farnese e dal maestoso Palazzo Gotico. Poco distante c’è la Cattedrale di Piacenza, uno dei migliori esempi di architettura romanica in Italia. Infine, non può mancare una visita a Palazzo Farnese che ospita musei, mostre e collezioni storiche.

 

Cosa mangiare a Piacenza
Dopo una passeggiata nel centro storico, ci si può concedere un momento di sosta in uno dei ristoranti tipici della città, dove assaporare i pisarei e fasö, un piatto tipico piacentino fatto di gnocchetti e sugo di fagioli.

Scopri le stazioni Ewiva nella provincia di Piacenza

 

La via Emilia in elettrico: Parma
La seconda tappa del nostro itinerario è Parma, a circa un’ora di auto da Piacenza. Si tratta di un centro dalla grande ricchezza culturale e gastronomica. Nel cuore della città troviamo la Cattedrale, un capolavoro dell’architettura romanica con affreschi del Correggio, e il Battistero, uno splendido edificio ricoperto di marmo rosa. Poco distante c’è il Teatro Farnese, un teatro seicentesco interamente in legno che oggi è inserito nel complesso museale della Galleria Nazionale di Parma. Per gli amanti delle passeggiate, il Parco Ducale è la meta perfetta per trascorrere qualche ora all’aria aperta.

 

Cosa mangiare a Parma
Quando si parla di gastronomia a Parma c’è l’imbarazzo della scelta. In uno dei tanti ristoranti della città potrete assaporare i prodotti unici di questi territori come il prosciutto di Parma e Parmigiano Reggiano, oltre ai piatti tipici della tradizione come la torta fritta, gli anolini in brodo e i tagliolini al culatello.

Scopri le stazioni Ewiva nella provincia di Parma

 

La via Emilia in elettrico: Modena
Il nostro itinerario lungo la via Emilia ci porta a Modena. La visita inizia dal Duomo e dalla Torre Ghirlandina, entrambi dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Dalla cima della torre si può godere di una vista panoramica mozzafiato sulla città. Per gli appassionati di motori è immancabile una visita al Museo Enzo Ferrari, che racconta la storia del celebre marchio automobilistico italiano con esposizioni di auto e cimeli unici.

 

Cosa mangiare a Modena
Prima di lasciare Modena, è possibile fare una sosta in uno dei ristoranti locali dove assaggiare i piatti della tradizione come i tortellini e lo zampone o i prodotti tipici come l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.

Scopri le stazioni Ewiva nella provincia di Modena

 

La via Emilia in elettrico: Bologna
Quarta ed ultima tappa del nostro tour in elettrico della via Emilia è Bologna. La visita della città parte da Piazza Maggiore, dominata dalla Basilica di San Petronio, la chiesa più importante di Bologna. Poco distante ci sono le celebri Due Torri, la Torre degli Asinelli e la Torre Garisenda (chiusa per lavori, riaprirà nel 2026). Salendo i 498 gradini della Torre degli Asinelli si può godere di una vista panoramica della città. Dopo una passeggiata tra le strade e sotto i celebri portici di Bologna, ci si può concedere una sosta al Mercato di Mezzo per assaporare i prodotti locali o fare shopping tra le tante bancarelle di specialità bolognesi.

 

Cosa mangiare a Bologna
Tortellini in brodo, lasagne alla bolognese, tagliatelle, crescentine, salumi: per una sosta gastronomica a Bologna c’è solo l’imbarazzo della scelta e la città offre tanti ristoranti storici dove assaporare una di queste pietanze.

Scopri le stazioni Ewiva nella provincia di Bologna

 

Carte RFID per la ricarica elettrica: cosa sono e come funzionano

La transizione verso la mobilità elettrica è un pilastro della sostenibilità e porta con sé diverse tecnologie all’avanguardia che permettono di efficientare i consumi e ridurre i costi.

 

In particolare, la tecnologia di ricarica dei veicoli elettrici è in continua evoluzione; grazie alla sempre maggiore diffusione di colonnine di ricarica ultra-veloci ad alta potenza, il tempo impiegato per il rifornimento è sempre più breve.

 

Tra le diverse modalità disponibili sulla rete Ewiva, oggi andiamo ad approfondire la ricarica con carte RFID, un’opzione fluida e senza complicazioni.

 

Cosa sono le carte RFID

 

Le carte RFID, erogate dai fornitori di servizi di ricarica (Mobility Service Provider – MSP), consentono agli e-driver di avviare la ricarica in pochi secondi, rendendola sicura, veloce e accessibile. La rete di ricarica ultra-veloce di Ewiva è interoperabile con circa 100 fornitori di servizi di ricarica, un numero che in futuro continuerà a crescere.

 

Inoltre, i dati trasmessi sono protetti da protocolli di crittografia, garantendo un alto livello di sicurezza contro accessi non autorizzati.

 

Come ricaricare l’auto elettrica con carta RFID

 

Ricaricare con carta RFID è molto semplice: una volta aggiunta la stazione di ricarica, avvicina la card al lettore per selezionare il connettore a schermo, quindi collega il cavo al veicolo per avviare la sessione. Puoi terminare la ricarica avvicinando la carta RFID e cliccando su “termina”.

Quanto costa ricaricare un’auto elettrica?

Quando si acquista un’auto elettrica entrano in gioco diversi fattori da tenere in conto per comprendere il risparmio economico rispetto alle auto tradizionali. Il criterio guida è il Total Cost of Ownership (TCO), ovvero il costo totale di possesso che copre l’intero ciclo di vita del veicolo e include costi di acquisto, costo della ricarica, manutenzione, assicurazione, tasse e deprezzamento, offrendo una visione completa della spesa complessiva.

 

Il TCO delle auto elettriche dipende fortemente da variabili specifiche come il chilometraggio annuo, le abitudini di ricarica, il tipo di veicolo e il contesto geografico.

 

Senza dubbio, una delle voci che impatta di più nella vita di tutti i giorni è il costo della ricarica. Il primo vantaggio delle BEV, rispetto alle auto tradizionali, è senza dubbio l’efficienza energetica: basti pensare che in media un’auto elettrica consuma circa tre volte meno per percorrere la stessa distanza di un veicolo a combustione. Inoltre, secondo le ultime analisi diffuse da Motus-E, il costo della ricarica, anche considerando le tariffe di ricarica pubbliche, è generalmente inferiore rispetto ad un rifornimento di benzina o diesel.

 

Ad esempio, fino al 31 maggio 2025 Ewiva offre una promozione molto vantaggiosa per gli e-driver che ricaricano a consumo. Pagando con carta o bancomat sulla rete Ewiva dotata di questo sistema di pagamento la ricarica costa solo 0.65€/kWh con un risparmio del 30% rispetto al prezzo standard applicato.

 

Quanto costa il “pieno” di un’auto elettrica? Il confronto tra modelli

Considerando la promozione speciale Ewiva di Maggio 2025 sul prezzo della ricarica per chi paga con carta o bancomat, abbiamo messo a confronto i cinque veicoli elettrici più venduti in Italia nel primo quadrimestre del 2025 (Report Motus-E aprile 2025), moltiplicando il prezzo speciale di 0.65€/kWh per il valore della capacità utile della batteria. La capacità utile è la quantità di energia effettivamente disponibile per la guida. In un certo senso è l’equivalente della capacità del serbatoio delle auto tradizionali. Serve, quindi, a determinare l’autonomia di percorrenza di una vettura.

 

Ed ecco i costi per chi ha di recente acquistato un’auto elettrica!

 

Bev più vendute in Italia nel 2025 Autonomia Ciclo Misto WLTP* Capacità batteria Costo stimato ricarica 0-100% (€)
Tesla Model 3 702 km 75 kWh 49€
Dacia Spring 225 km 26,8 kWh 17€
Citroen e-C3 320 km 44 kWh 28€
Tesla Model Y 600 km 75 kWh 49€
Jeep Avenger 386-400 km 51 kWh 33€

 

Con la Tesla Model 3 e la Tesla Model Y il costo del pieno si aggira sui 49€ per quanto riguarda i modelli standard; per la Dacia Spring è di circa 17€, per la Citroën ë-C3 si arriva a circa 28€, mentre per la Jeep Avenger è invece di 33€.

 

Scopri  di più sulla promozione Ewiva di Maggio e quanto è semplice e conveniente ricaricare pagando con carta o bancomat!

 

 

*Autonomie:

– Dacia Sring (65CV): https://www.dacia.it/gamma-ibrida-ed-elettrica/spring-city-car.html

– Tesla Model 3: Long Range RWD (https://www.tesla.com/it_it/model3 / https://ev-database.org/car/3034/Tesla-Model-3-Long-Range-RWD)

– Tesla Model Y: RWD (https://www.tesla.com/it_it/original-modely / https://ev-database.org/car/3120/Tesla-Model-Y-Long-Range-RWD)

– Citroen e-C3: (https://www.citroen.it/modelli/new-e-c3.html)

– Jeep Avenger:156cv 386-400 km WLTP (https://www.jeep-official.it/jeep-avenger/elettrica / https://ev-database.org/car/1816/Jeep-Avenger-Electric)

Le auto elettriche sono affidabili anche con la neve e il freddo?

Uno dei falsi miti più radicati e diffusi, quando si parla di auto elettriche, riguarda le eventuali difficoltà e problematiche che potrebbero sorgere in caso di condizioni meteorologiche estreme. Tuttavia, le BEV, grazie alle caratteristiche tecnologiche estremamente avanzate integrate, offrono enormi vantaggi in termini di maneggevolezza, sicurezza ed efficienza anche con il ghiaccio o con la neve.

 

Inoltre, le stazioni di ricarica, anche quelle ultra-veloci, sono capaci di garantire un servizio efficiente anche in caso di freddo estremo, mitigando l’impatto della temperature sulla velocità di erogazione dell’energia.

 

Auto elettriche in condizioni invernali: quali sono i vantaggi

Viaggiare in elettrico in condizioni di freddo estremo offre comunque dei vantaggi in termini di sicurezza, efficienza energetica e fluidità di guida. Innanzitutto, l’energia immagazzinata nei motori delle auto elettriche si converte più facilmente in movimento rispetto a un motore a combustione.

 

Inoltre, la coppia istantanea e il freno rigenerativo sono due elementi fondamentali che consentono partenze più fluide, evitando slittamenti e garantendo una eccellente gestione della trazione e della frenata, distribuendo meglio il peso.

 

Gli effetti del freddo sono ridotti anche sulle stazioni di ricarica, che sono infatti progettate per funzionare al meglio anche in condizioni metereologiche molto avverse, con un’influenza minima sia sulle tempistiche sia sull’erogazione di energia.

 

Consigli pratici per guidare sulla neve

Per quanto riguarda la guida in condizioni di freddo estremo, ci sono diverse best practice molto utili per viaggiare in perfetta efficienza e sicurezza:

– Monitorare sempre la percentuale di carica
– Montare pneumatici invernali o utilizzare le apposite catene
– Utilizzare la funzione di preriscaldamento per rendere più confortevole l’abitacolo e ottimizzare le performance della batteria.
– Adottare uno stile di guida prudente senza movimenti bruschi e usare la modalità ECO
– Mettersi alla guida poco dopo aver completato la ricarica per sfruttarne il calore

PUMS: la pianificazione urbana strategica e sostenibile

Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) è un documento di pianificazione che ogni Comune italiano con popolazione superiore a 100.000 abitanti deve redigere in conformità alla normativa nazionale ed europea. In linea con gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni di CO2 e di miglioramento della qualità dell’aria, il Piano Urbano per la mobilità sostenibile promuove il passaggio a modalità di trasporto più ecologiche, tra cui la mobilità elettrica.

 

In un contesto di crescente urbanizzazione, la mobilità elettrica rappresenta un elemento chiave per il futuro delle città, sia in termini di sostenibilità ambientale che di qualità della vita. Il PUMS, infatti, è progettato per facilitare la transizione verso un sistema di mobilità che integri in modo armonioso anche i veicoli elettrici, promuovendo soluzioni di trasporto innovativo e intermodale che riducano l’impatto ambientale e migliorino l’efficienza del sistema di trasporto urbano.

 

Il PUMS deve rispondere alle necessità di trasporto di una comunità urbana, integrando le diverse modalità di trasporto e favorendo la transizione verso soluzioni più sostenibili. I principali obiettivi del PUMS sono:

 

– Ridurre linquinamento atmosferico.

– Promuovere l’uso del trasporto sostenibile, come la mobilità ciclabile, il trasporto pubblico, il car sharing e le auto elettriche.

– Ottimizzare il flusso del traffico urbano.

– Favorire lintegrazione di diverse modalità di trasporto, sostenendo la multimodalità.

– Aumentare la sicurezza e la qualità della vita nelle aree urbane: meno incidenti, migliore qualità dell’aria.

 

La Mobilità Elettrica nel PUMS

La mobilità elettrica è uno degli aspetti chiave per la sostenibilità delle città del futuro. La crescente diffusione dei veicoli elettrici rappresenta una risposta concreta al problema dell’inquinamento atmosferico, riducendo le emissioni di gas serra e migliorando la qualità dell’aria nelle aree urbane.

 

Nel contesto del PUMS, la promozione della mobilità elettrica può assumere diverse forme, tra cui:

– Incentivazione all’acquisto di veicoli elettrici

– Sviluppo delle infrastrutture di ricarica

– Creazione di zone a basse emissioni

– Car sharing elettrico e bike sharing elettrico

 

I benefici ambientali dello sviluppo della mobilità elettrica in città sono evidenti: la riduzione delle emissioni di CO2, la riduzione delle polveri sottili e la diminuzione dell’inquinamento acustico sono solo alcuni degli aspetti positivi che i PUMS possono favorire, con effetti positivi sull’ambiente e sulla qualità della vita. Le città che adottano politiche di mobilità elettrica possono beneficiare di una riduzione dei costi sociali legati all’inquinamento atmosferico, alla manutenzione stradale e ai danni alla salute pubblica.

 

Una delle principali sfide per l’adozione della mobilità elettrica è la disponibilità di infrastrutture di ricarica. Il PUMS gioca un ruolo fondamentale nel promuovere l’installazione di stazioni di ricarica, non solo nei parcheggi pubblici e nelle aree ad alta densità di traffico, ma anche nei quartieri residenziali e nelle aree periferiche. In particolare, l’installazione di stazioni di ricarica rapida, che consentono di ricaricare velocemente il veicolo e in maniera agile, risulta utile lungo le arterie di trasporto principali.

 

Attraverso la pianificazione strategica e l’integrazione di politiche innovative, il PUMS può facilitare la transizione verso un futuro a emissioni zero, promuovendo un cambiamento radicale nel modo in cui ci spostiamo nelle città.

Battery Management System: gestire le batterie in modo efficiente

Il Battery Management System (BMS) è un elemento cruciale per la gestione delle batterie nei sistemi di accumulo energetico presenti sui veicoli elettrici, in quanto svolge un ruolo importante nel funzionamento e nell’efficientamento del pacco batterie.

 

Il pacco batteria delle auto elettriche è composto da un insieme di batterie più piccole, le celle, che sono di solito intorno al centinaio. Grazie a un’organizzazione modulare che ne consente l’organizzazione in blocchi, la gestione individuale delle celle, e di conseguenza, la manutenzione del pacco batteria, è decisamente più facile da gestire e accessibile.

 

Nel corso del tempo ogni cella tende a ridurre la propria capacità in maniera diversa dalle altre, per cui, per garantire l’efficienza della batteria nel tempo e rispettare i rigorosi standard di sicurezza richiesti, entra in gioco il Battery Management System (BMS).

 

Equilibrio, monitoraggio e sicurezza: a cosa serve il BMS nelle auto elettriche

 

Il BMS è un sistema elettronico che interviene per far funzionare al meglio la batteria delle auto elettriche, prendendo in considerazione requisiti di sicurezza e fattori come il sovraccarico e le variazioni di temperatura della batteria, rallentando la riduzione di efficienza delle componenti e rilevando eventuali segnali negativi sul funzionamento della vettura.

 

Sfruttando al meglio i sistemi di monitoraggio del computer di bordo, il BMS informa e interviene su fattori come l’erogazione di potenza, calcolando con sistemi di analisi predittiva lo State of Charge e lo State of Health della batteria. Attraverso un monitoraggio intelligente, il BMS può raccogliere informazioni cruciali sull’usura o sull’invecchiamento della batteria, permettendo di ottimizzare l’efficienza del veicolo e soprattutto prevenire rischi legati al deterioramento delle celle.

 

Integrandosi con il pacco batteria, lo State of Charge equilibra le celle, con vantaggi legati non solo alla sicurezza e all’efficienza energetica, ma anche alla ricarica. I sistemi intelligenti del Battery Management System sono infatti capaci di ottimizzare i cicli di scarica e ricarica, evitando che la batteria si ricarichi a velocità irregolare, garantendone una vita utile più duratura possibile.

Pompa di calore nelle auto elettriche: come funziona e quali sono i vantaggi

Cos’è la pompa di calore delle auto elettriche e a cosa serve?

Quando si parla di auto elettriche, l’efficienza energetica è uno degli aspetti più importanti per garantire prestazioni ottimali e massimizzare l’autonomia. Tra le soluzioni tecnologiche più innovative che migliorano il comfort e riducono i consumi energetici, spicca la pompa di calore, un sistema avanzato per la gestione termica dell’abitacolo e delle componenti del veicolo.

 

Come funziona la pompa di calore

La pompa di calore è un dispositivo che sfrutta i principi della termodinamica per riscaldare o raffreddare l’abitacolo e gestire la temperatura di alcune componenti del veicolo, come la batteria. La sua caratteristica principale è l’elevata efficienza energetica: anziché generare calore attraverso sistemi tradizionali, questo sistema utilizza l’energia termica già presente nell’ambiente, riducendo significativamente il carico sulla batteria. La pompa di calore utilizza un fluido che, una volta compresso, si riscalda generando calore che, successivamente, verrà trasferito all’aria destinata all’abitacolo o ai componenti del veicolo.

 

Il fluido refrigerante passa da uno stato liquido a uno gassoso e viceversa. Durante l’evaporazione, il fluido assorbe calore dall’ambiente esterno, mentre nella fase di condensazione rilascia calore, riscaldando o raffreddando l’aria che attraversa il sistema.

Questo meccanismo è molto efficiente perché permette alla pompa di calore di generare una quantità di calore fino a quattro volte superiore rispetto all’energia elettrica consumata, sfruttando fonti di energia ambientale.

 

I vantaggi della pompa di calore nelle auto elettriche

Miglioramento dell’autonomia
Poiché la pompa di calore consuma meno energia rispetto ai sistemi tradizionali, riduce l’impatto del riscaldamento o del raffreddamento sulla batteria. Questo consente di preservare lo stato della batteria e consente una maggiore autonomia.



Efficienza energetica
La pompa di calore produce una quantità di energia termica significativamente superiore rispetto all’energia elettrica consumata, aumentando l’efficienza complessiva del veicolo.



Comfort climatico
Garantisce una gestione ottimale del clima interno, offrendo un ambiente confortevole sia in inverno che in estate, con una risposta rapida alle variazioni di temperatura.



Versatilità
La pompa di calore è particolarmente utile nei climi freddi, dove i sistemi di riscaldamento tradizionali consumano molta energia, ma offre benefici anche in estate, raffreddando l’abitacolo in modo più efficiente.

 

La pompa di calore non influisce solo sulla temperatura dell’abitacolo, ma offre vantaggi significativi anche per la gestione della batteria:

 

– Miglior equilibrio termico: una temperatura stabile è essenziale per il funzionamento ottimale della batteria. La pompa di calore aiuta a mantenere la batteria entro il range di temperatura ideale, migliorandone efficienza e durata;

 

– Ottimizzazione della ricarica: batterie ben termoregolate possono essere ricaricate in modo più efficiente, riducendo i tempi di ricarica e migliorando la sicurezza;

 

– Protezione contro temperature estreme: in inverno, evita che le batterie si raffreddino troppo, mentre in estate la pompa di calore previene surriscaldamenti. In entrambi i casi, si tratta di fattori che possono ridurre la capacità e la longevità della batteria.

 

La pompa di calore rappresenta una delle tecnologie chiave per le auto elettriche, contribuendo a migliorare autonomia, efficienza e comfort. Questo sistema non solo riduce il consumo energetico, ma svolge anche un ruolo cruciale nella gestione termica delle batterie, rendendo i veicoli elettrici più performanti e sostenibili, soprattutto in condizioni climatiche estreme.

Quanto pesa il Black Friday sull’ambiente?

Il Black Friday, ricorrenza annuale nota per le sue straordinarie offerte e il conseguente boom di acquisti, movimenta ogni anno milioni di tonnellate di merci in tutto il mondo. Secondo i dati Eurostat, in Europa, oltre il 70% delle merci viaggia su gomma. Tuttavia, un report ACEA  (The European Automobile Manufacturers’ Association) del 2021, rileva che solo lo 0,3% delle flotte è elettrico. Questi numeri fanno del trasporto merci uno dei settori più impattanti in termini di emissioni del continente, soprattutto nella settimana del Black Friday, quando la movimentazione dei prodotti raggiunge il picco massimo.

 

Black Friday: l’impatto ambientale del trasporto merci

Secondo i dati di “Transport & Environment“, durante la settimana del Black Friday 2023, in Europa sono state emesse oltre 1,2 milioni di tonnellate di CO2, segnando un incremento del 94% rispetto a una settimana normale. Questo impatto significativo evidenzia la necessità di soluzioni più sostenibili nel settore del trasporto merci.

 

In Italia, secondo un report di Motus-E, l’88% delle merci viaggia su gomma, contribuendo per il 27% alle emissioni totali del Paese. È importante sottolineare che, nonostante il trasporto merci rappresenti solo il 2% di tutti i veicoli in circolazione, esso produce quasi un quarto delle emissioni totali del trasporto su strada.

 

 

Black Friday: soluzioni per un futuro green

Una delle risposte più significative degli ultimi anni per ridurre le emissioni è arrivata dall’Unione Europea con il programma “REPowerEU”: un piano di investimenti e regolamentazioni volto a rendere l’UE più indipendente e sostenibile dal punto di vista energetico, promuovendo l’adozione della mobilità elettrica per cittadini e aziende.

 

Tra i punti del programma ci sono anche fondi a sostegno delle aziende che decidono di elettrificare le proprie flotte aziendali. Gli obiettivi ambientali sono distribuiti in un piano a lungo termine scaglionato in tre tappe: ridurre le emissioni del 65% entro il 2035, del 90% entro il 2040 e del 98% entro il 2050, con l’elettrificazione contestuale di almeno due terzi del parco mezzi dedicato al trasporto commerciale.

 

Oltre ai benefici ambientali, il programma prevede anche importanti ricadute per l’economia dell’Unione Europea, con 31,4 miliardi di euro investiti sullo sviluppo dell’infrastruttura del trasporto green e la creazione di oltre 540.000 nuovi posti di lavoro.

Anche il futuro del Black Friday può quindi essere più verde, grazie a un impegno deciso e graduale verso la sostenibilità e l’innovazione tecnologica nel settore del trasporto merci.