One Pedal Drive: guidare l’auto elettrica con un solo pedale

Le auto elettriche rappresentano l’avanguardia in termini di ingegneria e tecnologia, introducendo novità anche per il modo di guidare, tra modalità di ricarica rapida sempre più evolute, gestione intelligente del navigatore di bordo e altri strumenti di performance e comfort nella guida. In questo contesto, il One Pedal Drive, ovvero la funzione che consente di controllare accelerazione e frenata con un solo pedale, quello dell’acceleratore, trasforma l’auto da sistema passivo a sistema attivo di recupero energetico.

 

One Pedal Drive: come funziona

Il cuore del sistema è la reversibilità del motore elettrico, che cambia ruolo istantaneamente in base al movimento del  piede:

 

1. Accelerazione (Fase Motore): Quando si preme il pedale, la batteria invia energia al motore elettrico, che trasforma la corrente in movimento per far girare le ruote.

 

2. Rilascio (Fase Generatore): Appena si solleva il piede, il processo si inverte. Il motore oppone resistenza al rotolamento, agendo come una potente dinamo: frena il veicolo trasformando l’energia cinetica (movimento) in elettricità per ricaricare la batteria. È la cosiddetta frenata rigenerativa.

 

3. Stop Totale: Quando l’auto è quasi ferma, il software interviene per bloccarla completamente, mantenendola immobile anche in discesa senza premere il freno meccanico.

 

One Pedal Drive: vantaggi tra energia e sicurezza
L’introduzione del One Pedal Drive offre benefici tangibili che impattano direttamente sul Total Cost of Ownership (TCO – costo totale di possesso) dell’auto e sull’esperienza dell’utente alla guida, e i vantaggi possono essere riassunti in tre aree:

 

– Efficienza energetica: La capacità di convertire l’energia cinetica in chimica permette di recuperare, in contesti urbani e misti, fino al 20-30% dell’energia. Questo si traduce in un aumento diretto dell’autonomia reale, riducendo la necessità di ricarica e ottimizzando il consumo medio (kWh/100km).

 

– Riduzione dell’usura meccanica: Attraverso questa gestione intelligente della decelerazione l’impianto frenante tradizionale viene sollecitato raramente. Questo estende significativamente gli intervalli di manutenzione, con componenti frenanti che possono durare per l’intera vita utile del veicolo, riducendo anche la dispersione di particolato (PM) nell’ambiente.

 

– Sicurezza attiva e controllo: La risposta del freno motore elettrico è regolabile via software e molto più rapida rispetto a quanto accade nelle automobili tradizionali. Questo offre un controllo millimetrico della velocità anche nel traffico congestionato, riducendo il tempo di reazione in caso di rallentamenti improvvisi e migliorando la sicurezza e il comfort di marcia.

 

La Val d’Ossola in elettrico: tre tappe tra architettura e natura

La Val d’Ossola rappresenta una delle mete più suggestive dell’alto Piemonte per chi desidera coniugare la mobilità sostenibile con la scoperta di un patrimonio storico e naturalistico d’eccellenza. Incastonata tra le Alpi Lepontine, questa terra di confine offre un paesaggio che muta dolcemente, passando dalle caratteristiche architetture dei borghi storici alla potenza incontaminata della natura.

Un viaggio in elettrico in queste valli è un’occasione per riscoprire il ritmo lento del turismo di qualità  tra fortificazioni viscontee, santuari e monumenti geologici. Ecco tre tappe per un itinerario culturale e naturalistico in Val d’Ossola.

Prima di pianificare il tuo viaggio consulta la mappa e trova la stazione Ewiva più vicina a te.

 

Vogogna

L’itinerario prende avvio da Vogogna, un gioiello architettonico della valle. Il tessuto urbano conserva intatta la sua impronta trecentesca, caratterizzata da un centro storico raccolto e protetto da antiche mura in pietra che raccontano secoli di storia.

A dominare il paesaggio è il Castello Visconteo, una fortificazione imponente che non funge solo da testimonianza storica, ma offre un punto di osservazione privilegiato con una vista panoramica che abbraccia l’intero territorio. Il borgo è inoltre il punto di partenza ideale per addentrarsi nella natura circostante attraverso escursioni nei boschi. Prima di lasciare questo luogo ricco di atmosfera, è d’obbligo un assaggio alla vasta tradizione dolciaria locale, tra offelle e fugascine.

Scopri le stazioni Ewiva nei dintorni di Vogogna

 

Domodossola

Proseguendo il viaggio si raggiunge Domodossola, cuore pulsante della valle. La città accoglie i visitatori con il suo raffinato centro storico, il cui fulcro è Piazza del Mercato: un salotto a cielo aperto incorniciato da eleganti portici e palazzi signorili, dove si coglie l’essenza della vita cittadina.

Il percorso culturale continua con l’ascesa al Sacro Monte Calvario, Patrimonio UNESCO, da cui si gode di una vista suggestiva che spazia sulla valle e sulla corona di montagne circostanti, unendo spiritualità e paesaggio. L’identità del territorio si esprime anche a tavola: per comprendere appieno la cultura gastronomica locale, il consiglio è di degustare gli gnocchi allossolana, piatto che racchiude i sapori autentici della montagna.

Scopri le stazioni Ewiva nei dintorni di Domodossola

 

Baceno

L’ultima tappa conduce a Baceno, piccolo borgo alpino immerso in un contesto ambientale di grande fascino. Il profilo del paese è segnato dalla monumentale Chiesa di San Gaudenzio, capolavoro dell’architettura romanico-gotica, che si erge maestosa sulla roccia.

A breve distanza, la natura offre uno spettacolo di pari grandiosità: le Marmitte dei Giganti di Uriezzo. Si tratta di un complesso di orridi e canyon profondi, dove l’azione millenaria dell’acqua ha scolpito pareti di roccia alte fino a 30 metri, creando sculture naturali di rara bellezza. La visita si conclude celebrando la tradizione pastorale della zona: la cucina qui è semplice e sostanziosa, fondata su polenta, spezzatini e pregiati formaggi d’alpeggio.

Scopri le stazioni Ewiva nei dintorni di Baceno

 

Alcune stazioni Ewiva lungo il percorso:

– Gravellona Toce (VCO) – Corso Guglielmo Marconi, 42-44

– Domodossola (VCO) – via Sempione, 63

– Macugnaga (VCO) – Centro Abitato Pecetto, 129

Elettrificazione del trasporto merci: a che punto siamo?

Nell’ambito della transizione ecologica dei trasporti, svolge un ruolo molto importante l’intervento sulla logistica, che mantiene un impatto molto elevato sull’inquinamento. Il report Motus-E “La ricarica degli E-Truck” offre un’analisi dettagliata sullo stato attuale e sulle prospettive dell’elettrificazione nel settore del trasporto merci, evidenziando sfide e opportunità per una transizione verso veicoli a zero emissioni. In Europa, circa un terzo delle emissioni inquinanti deriva dal trasporto merci, un comparto critico per la sostenibilità ambientale. In Italia, l’84% delle merci si muove su gomma, con una dipendenza elevata dal trasporto via terra. Tuttavia, i veicoli commerciali elettrici rappresentano meno del 3% del parco circolante, indicando un ritardo significativo nell’adozione di tecnologie a basse emissioni.

 

La situazione nazionale, per quanto riguarda l’impatto ecologico della logistica, offre un quadro molto chiaro. Tra i principali dati emerge che, con oltre un milione di mezzi pesanti in circolazione che trasportano ogni anno oltre 1 miliardo di tonnellate di merci, l’insieme dei veicoli commerciali presenta un’età media di circa 20 anni; inoltre, il 70% è antecedente alla normativa Euro 4. Questi elementi confermano il forte impatto ambientale della logistica e sottolineano l’urgenza di modernizzare la flotta per ridurre le emissioni e migliorare l’efficienza energetica.

 

 

Gli scenari della logistica

Guardando al futuro, entro il 2030 si prevede un’accelerazione della transizione. Secondo le proiezioni, un camion venduto su tre dovrà essere a zero emissioni, promuovendo l’adozione di e-truck su larga scala. Parallelamente, lungo le direttrici principali, sarà necessaria una stazione di ricarica ogni 60-100 km, con una potenza cumulativa di 3,6 MW, per supportare l’operatività dei veicoli elettrici pesanti.

Per accelerare questa transizione, è delineata una road map strategica che include:

 

– Realizzazione di infrastrutture di ricarica nelle nuove aree industriali, per integrare la rete con i poli produttivi.
– Sviluppo di una strategia di ricarica basata sui cicli operativi giornalieri dei veicoli commerciali e sulle distanze percorse, ottimizzando l’efficienza energetica e riducendo i tempi di inattività.

– Individuazione delle prime 500 aree di ricarica, selezionate tra aree di servizio, stazioni di carburante e parcheggi, per creare una rete capillare e accessibile.

 

 

La stazione e-Truck di Ewiva a Piacenza: un esempio per il futuro

Un esempio concreto di avanzamento è rappresentato dall’iniziativa di Ewiva, che ha realizzato a Piacenza la prima stazione di ricarica per e-truck su suolo pubblico in Italia. Questa infrastruttura include 6 punti di ricarica con potenza fino a 400kW, garantendo ricariche rapide per veicoli pesanti. L’area copre circa 2.400 mq, con stalli extra-large progettati specificamente per gli e-truck, facilitando manovre e soste. La collocazione in un’area logistica strategica massimizza l’utilità, supportando flussi di merci ad alto volume e contribuendo alla decarbonizzazione del settore. In sintesi, l’elettrificazione del trasporto merci richiede un approccio integrato tra innovazione tecnologica, pianificazione infrastrutturale e politiche incentivanti, per raggiungere obiettivi di sostenibilità entro il 2030.

Ecobonus 2025: ecco le novità degli incentivi per le auto elettriche

Nell’ambito della transizione ecologica, il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha introdotto gli Ecobonus 2025, un meccanismo cruciale per accelerare la transizione elettrica del parco veicolare italiano.

 

Questi incentivi, che mirano a ridurre le emissioni inquinanti nelle aree urbane, sono rivolti a persone fisiche e microimprese e richiedono la rottamazione di auto termiche fino a Euro 5. Gli ecoincentivi 2025 si applicano esclusivamente a nuove auto elettriche pure (categoria M1, fino a 8 posti oltre il conducente); la finestra operativa si apre il 22 ottobre 2025 e chiuderà il 30 giugno 2026, o prima in caso di esaurimento fondi. Per gli operatori del settore automobilistico ed economico, si tratta di un’opportunità per stimolare la domanda di BEV, con impatti significativi sulla filiera produttiva e sulla sostenibilità ambientale.

 

Da oggi 22 ottobre 2025 è possibile richiedere il bonus online attaverso la piattaforma Sogei. Vediamo in cosa consiste, quali sono i requisiti e come fare richiesta.

 

Budget e contributi dell’Ecobonus 2025

Il limite di prezzo di listino per i nuovi veicoli è fissato a 35.000 euro (IVA e optional esclusi), una soglia che privilegia segmenti accessibili come city car e compatte elettriche, escludendo modelli premium e favorendo una democratizzazione della mobilità elettrica.

 

Gli importi del contributo sono scalati in base allISEE del richiedente:

  • 11.000 euro di bonus massimo per nuclei familiari con ISEE fino a 30.000 euro, coprendo potenzialmente oltre il 30% del valore del veicolo.
  • 9.000 euro per ISEE compreso tra 30.000 e 40.000 euro, con un tetto che bilancia accessibilità e sostenibilità del fondo.

 

Questi valori, erogati come sconto diretto in fattura, non sono cumulabili con altri incentivi statali e si applicano solo a veicoli con emissioni zero, escludendo ibride o plug-in hybrid. Dal punto di vista economico, tale struttura potrebbe incrementare il PIL del settore automotive del 2-3% nel breve termine, secondo proiezioni basate su dati storici di incentivi simili, stimolando catene di fornitura per batterie e componenti elettronici.

 

Requisiti per lAccesso agli Ecobonus 2025

Gli ecobonus 2025 sono concepiti con criteri stringenti per massimizzare limpatto ambientale e territoriale, focalizzandosi su zone ad alta densità di emissioni. Innanzitutto, il beneficio è destinato esclusivamente all’acquisto di auto elettriche nuove per le persone fisiche; per le microimprese, definite come entità con meno di 10 dipendenti e fatturato annuo inferiore a 2 milioni di euro, rientrano i veicoli N1 e N2. Questa inclusione delle microimprese supporta la transizione verso flotte aziendali sostenibili, riducendo i costi operativi legati a carburanti e manutenzione.

 

Un requisito chiave è la residenza in “aree urbane funzionali”, ovvero città con popolazione superiore a 50.000 abitanti o comuni afferenti all’area di pendolarismo. Tale delimitazione, mappata dal Ministero, mira a garantire l’estensione della platea degli aventi diritto, valorizzando l’aggiornamento ISTAT quale strumento di maggiore equità e inclusività nell’accesso alla misura, tenendo in considerazione i maggiori centri urbani dove il traffico veicolare contribuisce significativamente al PM10 e alle emissioni di CO2.

 

Fondamentale è l’obbligo di rottamare un veicolo a motore termico (benzina o diesel) fino alla classe Euro 5, intestato al richiedente (o a un membro nel nucleo familiare Isee) da almeno 6 mesi.

 

Come Richiedere il Bonus: Procedura Operativa

I passaggi per richiedere l’Ecobonus 2025 sono i seguenti:

  1. Registrarsi online sulla piattaforma dedicata (https://www.bonusveicolielettrici.mase.gov.it/index.html), accessibile tramite SPID o CIE per persone fisiche, o tramite credenziali aziendali per microimprese.
  2. Inserire la certificazione di residenza (attestante l’area urbana funzionale) e il numero di targa del veicolo da rottamare, con upload di documenti PRA e dichiarazione di conformità Euro.
  3. Indicare se il bonus è a favore del richiedente o di un altro membro del nucleo familiare, verificando l’ISEE tramite integrazione con l’INPS.
  4. 4. Generare il codice del bonus, calcolato automaticamente in base allIsee e al prezzo del veicolo, valido per 30 giorni.

Itinerari Ewiva: alla scoperta dei laghi del Lazio

Con gli itinerari Ewiva partiamo alla scoperta delle bellezze del territorio italiano attraverso la nostra rete di ricarica ultra-veloce. Con l’itinerario di oggi vi portiamo a vivere un’altra avventura elettrizzante. Quattro tappe per scoprire tutti i laghi del Lazio e i borghi adiacenti: delle perle di patrimonio naturalistico, culturale e storico.

 

Lungo il percorso potrai contare sulle stazioni di ricarica ultra-veloce di Ewiva: siamo presenti in tutte le province della regione con quasi 128 punti di ricarica distribuiti in più di 32 stazioni. Prima di metterti in viaggio, pianifica il tuo itinerario e consulta la mappa per trovare la colonnina Ewiva più vicina a te.

 

I laghi del Lazio in elettrico: Bracciano (RM)
La prima tappa dell’itinerario ci conduce sulle sponde del Lago di Bracciano, un gioiello situato a poco più di 50km dal centro di Roma. Una rilassante passeggiata nel centro storico di Bracciano ci immerge nell’atmosfera autentica di un borgo medievale, imperdibile la visita al Castello Odescalchi. Le sponde del Lago di Bracciano offrono diverse passeggiate immerse nel verde e attività sportive.

 

Cosa mangiare a Bracciano (RM)
Non si può lasciare Bracciano senza aver assaggiato la sbroscia braccianese, la tradizionale zuppa di pesce di lago che incarna i sapori genuini del territorio. Nel borgo, potrete gustare la cucina tipica romana.

La stazione di ricarica di Bracciano (RM)

 

I laghi del Lazio in elettrico: Ronciglione (VT)
Il borgo di Ronciglione, incastonato come un gioiello sulle sponde del suggestivo Lago di Vico, è una destinazione che incanta con il suo fascino medievale e la sua atmosfera senza tempo. Le sue porte medievali e i vicoli antichi raccontano secoli di storia medievale. Il Lago di Vico offre sentieri adatti per il trekking, con una riserva naturale ricca di biodiversità e punti panoramici.

 

Cosa mangiare a Ronciglione (VT)
Prima di lasciare Ronciglione, non si può rinunciare ai sapori autentici della sua cucina tradizionale. La porchetta di Ronciglione è un must assoluto. Da non perdere anche i tozzetti alle nocciole, tipici biscotti croccanti arricchiti con le pregiate nocciole dei Monti Cimini.

 

La stazione di ricarica di Ronciglione (VT)

 

I laghi del Lazio in elettrico: Viterbo
Il viaggio prosegue in una importante città di provincia laziale, Viterbo, che in passato fu sede del Papato. Il palazzo dei Papi è un capolavoro di architettura gotica, un maestoso edificio arricchito da sale che raccontano il periodo in cui Viterbo era centro culturale e religioso d’Europa.

 

Cosa mangiare a Viterbo
A tavola, la cucina viterbese conquista con i suoi sapori semplici e intensi. Non perdete l’acquacotta viterbese, la vera essenza culinaria della Tuscia insieme ai tanti prodotti della tradizione vinicola.

Dove ricaricare la tua auto elettrica a Viterbo e provincia

 

I laghi del Lazio in elettrico: Civita di Bagnoregio e Lago di Bolsena
Civita di Bagnoregio è un borgo importantissimo della Tuscia laziale. I vicoli sono caratterizzati dalle case in pietra e tufo, tra ornamenti tipicamente medievali. Il paese offre paesaggi suggestivi sulla Valle dei Calanchi. Tra terme naturali e passeggiate, i dintorni di Viterbo sono dominati dal Lago di Bolsena, il più grande lago vulcanico d’Europa, dove le acque limpide offriranno relax e attività sportive lagunari.

 

Cosa mangiare a Civita di Bagnoregio
Tra le specialità gastronomiche laziali tipiche di Civita di Bagnoregio, il coregone del lago alla griglia è un piatto imperdibile: questo pesce di acqua dolce, pescato direttamente nelle acque di Bolsena, viene cotto con semplicità per esaltarne il sapore delicato, spesso accompagnato da un filo d’olio extravergine d’oliva della Tuscia e una spolverata di erbe aromatiche. In alternativa, lasciatevi tentare dai piciarelli, una pasta fresca fatta a mano.

Ultra-Low Emission Vehicle (ULEV): quali sono le auto a bassissime emissioni

La transizione dei trasporti verso l’elettrico porta diversi benefici, rappresentando una soluzione fondamentale per mitigare l’impatto sull’ambiente e sulla salute umana derivante dalla circolazione di auto tradizionali su strada. Riducendo drasticamente le emissioni di gas serra e particolato atmosferico, le vetture elettriche contribuiscono a contrastare il cambiamento climatico, migliorando l’impatto della mobilità sulla quantità di emissioni a livello globale.

 

Sul fronte ambientale, inoltre favoriscono la transizione verso fonti energetiche rinnovabili di cui la rete di ricarica si alimenta, riducendo inoltre l’inquinamento acustico nelle aree urbane. Per la salute, eliminano le emissioni di particolati fini, ossidi di azoto e composti chimici, responsabili di malattie respiratorie, cardiovascolari e cancro. La transizione elettrica della mobilità privata, quindi, è un tassello fondamentale per prevenire malattie e inquinamento atmosferico, migliorando la qualità dell’aria e riducendo di conseguenza l’esposizione degli esseri umani a tossine e altre sostanze dannose.

 

Per questi motivi le amministrazioni comunali di un numero sempre maggiore di città, i luoghi dove si concentra la popolazione, stanno progressivamente adottado delle misure che monitorano gli standard sulle emissioni dei veicoli in circolazione nei centri urbani, o intervenendo attraverso la pedonalizzazione dei centri o la creazione di zone esclusive per veicoli a emissione molto bassa, in cui rientrano perlopiù veicoli elettrici. Quando si tratta di emissioni allo scarico, infatti, esistono dei veicoli che sono a bassissimo impatto, fino a essere classificati in una speciale categoria dedicata, gli “Ultra-Low Vehicle Emission” (ULEV). Scopriamo di cosa si tratta.

 

Definizione di ULEV

Un Ultra-Low Emission Vehicle (ULEV), o Veicolo a Emissioni Ultra-Basse, è un tipo di veicolo progettato per emettere livelli estremamente ridotti di inquinanti atmosferici rispetto ai veicoli tradizionali a combustione interna. Nel contesto normativo, un ULEV è definito come un veicolo che produce meno di 75 grammi di CO₂ per chilometro percorso (g/km) e soddisfa gli standard Euro 6 sulle emissioni di ossidi di azoto (NOx) e particolato (PM).

 

Questa categoria include principalmente ibridi plug-in (PHEV) e i veicoli elettrici puri (BEV), che – grazie alla totale assenza di emissioni allo scarico – a loro volta sono classificabili come ZEV (Zero Emission Vehicle); per chiarire meglio la differenza, un ULEV è un veicolo a emissioni ultra-basse, che emette ancora gas di scarico, ma in quantità molto ridotte rispetto a un’auto tradizionale. Mentre uno ZEV è un veicolo a emissioni zero allo scarico, che non produce alcuna emissione di CO₂, NOx o altri gas inquinanti.

 

È importante considerare anche le emissioni indirette e quelle sull’intero ciclo di vita dell’auto

(dalla produzione allo smaltimento), dove l’elettrico mostra benefici netti rispetto ai veicoli tradizionali, grazie alla maggiore efficienza e all’uso di fonti rinnovabili: questo risultato è stato confermato anche in prospettiva futura, con il progredire delle varie tecnologie, da una recente analisi dell’inquinamento degli interi cicli di vita delle automobili con alimentazioni differenti.

 

Come si stabilisce se un veicolo è un ULEV

Il termine ULEV origina dagli standard della California Air Resources Board (CARB), e fa riferimento a limiti specifici per idrocarburi non metanici (NMOG), monossido di carbonio (CO), NOx e particolati. I requisiti presenti in Unione Europea e Regno Unito si concentrano sulle emissioni CO₂, con requisiti aggiuntivi per le plug-in. I dati, in Europa, sono ottenuti da test in laboratorio e su strada (Real Driving Emissions – RDE). Benefici fiscali, come incentivi o esenzioni da congestion charge, sono spesso legati a questa certificazione.

 

Alla scoperta dei castelli della Valle d’Aosta con la rete Ewiva!

Con gli itinerari Ewiva partiamo alla scoperta delle bellezze del territorio italiano attraverso la nostra rete di ricarica ultra-veloce. Con l’itinerario di oggi vi portiamo a vivere un’altra avventura elettrizzante: quattro tappe per scoprire le belle storiche e naturali della Valle d’Aosta tra castelli, borghi e piatti tipici del territorio, con tutto il piacere e la libertà di un viaggio in elettrico. Lungo il percorso potrete contare sulle stazioni di ricarica ultra-veloce di Ewiva: siamo presenti nella regione con tre stazioni e 8 punti di ricarica. Prima di metterti in viaggio, pianifica il tuo itinerario e consulta la mappa per trovare la colonnina Ewiva più vicina a te.

 

La Valle d’Aosta in elettrico: Aosta

Il nostro tour dei castelli parte da Aosta, conosciuta come la “Roma delle Alpi”: passeggiando per le strade del centro è facile capire il perché: l’Arco di Augusto, la Porta Praetoria e il Teatro Romano sono i simboli di un passato millenario. La città conserva un impianto urbanistico molto antico, con importanti testimonianze di architettura e storia.

 

Cosa mangiare ad Aosta

Ad Aosta non mancano le specialità culinarie da provare: oltre al grande classico della fonduta, tra i tanti ristoranti della città potrete gustare piatti tipici di questo territorio come la polenta concia e la zuppa valpellinese.

 

Dove ricaricare nella provincia di Aosta

 

Castello di Sarre

Il primo castello del nostro tour è il Castello Reale di Sarre, che domina l’ingresso della valle alle porte di Aosta. Acquistato nel 1869 da Vittorio Emanuele II, è stata per decenni residenza estiva e di caccia di casa Savoia. Ha al suo interno la Galleria dei Trofei e imponenti decorazioni di corna di stambecco.

 

La Valle d’Aosta in elettrico: Il castello di Fénis

Il borgo di Fénis paese conserva un fascino rurale con case in pietra incastonate tra i paesaggi alpini. Il castello con le sue torri merlate, le spesse mura e gli affreschi interni, ricrea perfettamente l’atmosfera medievale.

 

La stazione Ewiva di Fénis

 

La Valle d’Aosta in elettrico: Saint-Vincent

Per la seconda parte del tour ci spostiamo a Saint-Vincent, un borgo vivace e accogliente: una tappa di puro relax tra una passeggiata in centro e una visita alle terme. Per i più avventurosi, nei dintorni della città ci sono sentieri e percorsi con panorami mozzafiato.

Cosa mangiare a Saint-Vincent
Il centro del borgo pullula di ristoranti che servono piatti tipici del territorio. Prima di ripartire impossibile non assaggiare una fetta di lardo d’Arnad o i Torcetti, un biscotto tipico a base di burro.

 

Castello di Issogne e Forte di Bard

Poco distante da Saint-Vincent, c’è il Castello di Issogne: fuori sobrio e austero, dentro ricco e colorato con affreschi perfettamente conservati, mobili d’epoca e la suggestiva “Fontana del melograno”. Pochi chilometri più a sud si trova l’iconico Forte di Bard, una fortezza da cui è possibile avere una vista mozzafiato della valle e un importante polo culturale della zona che ospita mostre ed eventi. Il forte è stato scelto anche per girare alcune scene del film Marvel “Avengers: Age of Ultron”.

 

La Valle d’Aosta in elettrico: Gressoney-Saint-Jean e Castel Savoia

L’ultima tappa del tour in elettrico dei castelli della Valle d’Aosta è l’elegante Gressoney-Saint-Jean, un borgo situato a quasi 1400 metri di altitudine immerso in un contesto naturale molto suggestivo ai piedi del Monte Rosa. Qui troviamo Castel Savoia, un luogo da fiaba fatto costruire dalla regina Margherita agli inizi del ‘900 con interni unici e  grandi vetrate che regalano una vista mozzafiato sul Monte Rosa e tutta la valle di Gressoney.

 

 

Emissioni ed efficienza: qual è l’auto migliore?

Nel dibattito sulla mobilità e sui trasporti è ormai consolidato come l’auto elettrica sia la scelta più efficiente e sostenibile per la salute del pianeta e dell’uomo. Un recente studio, elaborato da DataRoom, lo ha confermato mettendo a confronto auto con alimentazioni differenti e prendendo in considerazione l’intero ciclo di vita di un veicolo (dalla sua produzione fino alla dismissione, passando per l’utilizzo, la manutenzione e la produzione del carburante o dell’energia che lo alimenta).

 

Emissioni di CO₂: il confronto

 

Per valutare l’impatto ambientale delle auto, si misura la quantità di CO₂ emessa per chilometro percorso durante l’intero ciclo di vita; questo include non solo le emissioni durante la guida ma anche quelle provenienti dalla fase di produzione, manutenzione e allo smaltimento finale del veicolo stesso. Anche considerando l’impatto della produzione delle batterie, che richiede energia e materie prime, le auto elettriche emettono meno CO₂ rispetto a quelle con motori a combustione interna o altre tecnologie alternative.

 

Dallo studio di DataRoom emerge un quadro piuttosto chiaro, sia attuale che futuro, considerando anche gli avanzamenti tecnologici che si avranno nel tempo su ciascuna alimentazione:

– Veicoli elettrici: sono i più virtuosi, con emissioni significativamente inferiori rispetto a tutte le altre opzioni.

– Auto a benzina o diesel: emettono una quantità di CO₂ molto più alta, soprattutto considerando il carburante fossile.

– Alternative emergenti: carburanti sintetici, biocarburanti e idrogeno presentano limiti che ne riducono la competitività in termini di emissioni.

 

L’efficienza: un grande punto di forza dell’elettrico

 

Oltre al capitolo legato alla sostenibilità, alla salute e alle emissioni, un altro vantaggio cruciale dell’auto elettrica è l’efficienza, intesa come la capacità di un veicolo di trasformare l’energia prodotta dall’alimentazione in movimento. Rispetto alle altre motorizzazioni, l’auto elettrica si distingue nettamente per la sua efficienza già oggi: circa il 77% dell’energia immessa si converte in movimento, una percentuale molto superiore rispetto alle auto con motori a combustione interna o altre tecnologie. Ad esempio, i motori a benzina o diesel disperdono gran parte dell’energia sotto forma di calore, riducendo l’efficienza complessiva. Anche nel tempo, con lo sviluppo delle nuove tecnologie come l’idrogeno o e-fuels, l’elettrico continuerà a mantenere prestazioni più efficienti delle altre alimentazioni.

 

L’auto elettrica infatti massimizza l’uso dell’energia, riducendo gli sprechi e ottimizzando le prestazioni. Questo si traduce non solo in un minore impatto ambientale, ma anche in costi operativi più bassi per l’e-driver.

 

Le auto elettriche rappresentano una scelta sostenibile per ridurre le emissioni di CO₂ e migliorare l’efficienza di utilizzo dei veicoli privati. Sebbene alternative come e-fuel, biocarburanti e idrogeno abbiano potenziale, presentano limiti pratici ed economici che le rendono meno competitive sia oggi che nel tempo. Con un’infrastruttura di ricarica in espansione e tecnologie in continua evoluzione, l’elettrico rappresenta fin da oggi la soluzione più efficace e accessibile per la mobilità.

 

Fonti: DataRoom – Corriere della Sera; Transport & Environment (T&E), Ministero dei Trasporti (2022)

La Puglia in elettrico: 4 tappe per scoprire la costa adriatica

Con gli itinerari Ewiva partiamo alla scoperta delle bellezze del territorio italiano attraverso la nostra rete di ricarica ultra-veloce. Con l’itinerario di oggi vi portiamo a vivere un’altra avventura elettrizzante: quattro tappe lungo la costa adriatica della Puglia tra natura, storia e piatti tipici del territorio, con tutto il piacere e la libertà di un viaggio in elettrico.

Lungo il percorso potrai contare sulle stazioni di ricarica ultra-veloce di Ewiva: siamo presenti in tutte le province della regione con quasi 60 punti di ricarica distribuiti in più di 15 stazioni. Prima di metterti in viaggio, pianifica il tuo itinerario e consulta la mappa per trovare la colonnina Ewiva più vicina a te.

 

 

La Puglia in elettrico: Bari

Il nostro viaggio parte da Bari, capoluogo della Puglia, città di mare, storia e tradizione. Prima tappa immancabile: Bari Vecchia, con i suoi vicoli stretti che portano alla Cattedrale, alla Basilica di San Nicola e al Castello Svevo.

 

Cosa mangiare a Bari
Mentre ci si concede una visita al Lungomare, le possibilità sono diverse e tutte molto gustose: tra una focaccia barese calda da gustare al volo, un piatto di orecchiette fatte a mano o il polpo arricciato, Bari soddisfa tutti i palati.

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La Puglia in elettrico: Polignano a Mare

L’itinerario prosegue con una delle località marittime italiane più affascinanti e famose: Polignano, città natale del cantante Domenico Modugno. Si tratta di un delizioso borgo costruito sulla roccia, pieno di angoli di mare mozzafiato come Lama Monachile o Cala Paura.

 

Cosa mangiare a Polignano a Mare
Punto di incontro tra il Barese e la Valle d’Itria, Polignano conserva le tradizioni culinarie della Puglia adriatica, in cui il pescato è un trionfo di gusto: riso, patate e cozze, polpo, piatti tipici di verdure e pesce fresco da gustare crudo. In più, la chicca del caffè polignanese, reso speciale dai sapori agrumati e liquorosi.

 

 

La Puglia in elettrico: Ostuni e Torre Guaceto

Lasciata la città, si imbocca la superstrada verso Ostuni, la celebre “Città Bianca” arroccata su una collina. Lungo il tragitto, le campagne punteggiate di trulli e ulivi centenari fanno da cornice perfetta a una guida rilassata. A Ostuni il bianco abbagliante delle case, le chiese antiche e i panorami mozzafiato invitano a perdersi senza fretta: particolarmente noti e degni di una visita il belvedere sull’Adriatico e la Cattedrale. Poco distante dalla città c’è la riserva naturale di Torre Guaceto, dove dopo aver attraversato dune e sentieri troverete spiagge incontaminate e acqua cristallina.

 

Cosa mangiare a Ostuni
Dopo una passeggiata nei vicoli e nel centro storico ci si può concedere un pranzo semplice e autentico: panzerotti, friselle, olio extravergine, pomodori secchi, un piatto di orecchiette o le bombette, piatto di carne tipico della Valle d’Itria.

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La Puglia in elettrico: Lecce

Il viaggio prosegue verso sud, fino a Lecce, gioiello del barocco italiano e città più importante del Salento. Nel centro storico ci si immerge nella bellezza delle sue piazze, delle chiese ornate e degli eleganti palazzi in pietra leccese. Tappe obbligate l’Anfiteatro Romano e alla piazza di Sant’Oronzo. Per un ultimo tuffo in questa zona avete l’imbarazzo della scelta tra le spiagge di Torre Chianca, San Cataldo o Torre Specchia.

 

Cosa mangiare a Lecce
A Lecce è impossibile rinunciare a piatti speciali, come ciceri e tria, il tipico rustico leccese, i piatti di pesce fresco nei ristoranti del centro e l’immancabile pasticciotto, oltre al gustoso caffè salentino.

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Roma, dal 28 luglio il sito di via Flaminia non sarà accessibile: ecco dove ricaricare a Roma Nord

Dal 28 luglio la stazione di ricarica ad alta potenza Ewiva di via Flaminia 871 a Roma non sarà accessibile temporaneamente agli utenti. Il sito sarà interessato da interventi di manutenzione straordinaria su tutta l’area.

Per gli e-driver che vogliono ricaricare nella zona di Roma Nord, ci sono altre 2 stazioni di ricarica ultra-veloce Ewiva ai seguenti indirizzi:

Corso Francia, 212

Via Casale Redicicoli, 252

 

Oltre a questi siti, nel Comune di Roma è possibile fare il pieno di felicità elettrica grazie a molte altre stazioni di ricarica ultra-veloce Ewiva, posizionate in luoghi strategici e lungo le principali direttrici.

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