11 February 2026
Mobilità elettrica

Stop 2035: nessun dietrofront dell’Europa sull’elettrico

L’Europa ha davvero rinunciato alla transizione ecologica verso una mobilità interamente a zero emissioni? La risposta, dati alla mano, è no. L’UE non ha abbandonato i suoi obiettivi climatici ma ha scelto un approccio iniziale più flessibile per favorire l’industria automotive locale.

 

Una nuova flessibilità per i costruttori auto europei

L’elettrico resta la tecnologia cardine su cui l’Europa punta per abbattere le emissioni dei trasporti. Le istituzioni dell’UE hanno introdotto correttivi sostanziali che riguardano i target intermedi che i produttori di auto sono chiamati a rispettare: se l’obiettivo finale rimane la neutralità climatica (zero emissioni) per il 2050, la scadenza del 2035 è stata rimodulata e ai costruttori sarà richiesto un abbattimento delle emissioni nette del 90% (anziché del 100% come previsto in precedenza). Il restante 10% potrà essere compensato anche attraverso un sistema di “crediti verdi” (come progetti di riforestazione, programmi di riduzione di CO2, investimenti in energie rinnovabili).

 

In questo spazio di manovra rientrano l’utilizzo di acciaio prodotto a basse emissioni in Europa (cosiddetto “acciaio green”) e l’apertura a carburanti alternativi. La novità è la convivenza con alimentazioni ibride, biocarburanti e carburanti sintetici (e-fuel) anche oltre la scadenza del 2035, purché inseriti in un ciclo di compensazione certificato.

 

La quota dell’elettrico sale in Europa

Il mercato dell’elettrico sta andando in controtendenza rispetto alla narrazione di un settore in regressione. I dati incrociati di ACEA (Associazione dei Costruttori Europei) e IEA descrivono una realtà dinamica: nel 2025 sono stati venduti 1,7 milioni di veicoli BEV, portando la quota di mercato al 20% in Europa.

 

A supporto della crescita delle immatricolazioni, anche l’infrastruttura di ricarica sta continuando la sua espansione sul territorio europeo, con il superamento della soglia simbolica di oltre un milione di punti di ricarica pubblici installati.

 

La strategia per l’accelerazione

Per trasformare questi numeri in una transizione compiuta, c’è bisogno di azioni pragmatiche e concrete. Motus-E, l’associazione italiana che mette insieme aziende dei settori automotive, energia e mondo accademico, propone una strategia basata su tre pilastri:

– Incentivazione mirata: bonus per l’acquisto di citycar elettriche “Made in EU” e una fiscalità agevolata per l’elettrificazione delle flotte aziendali, vero traino per il mercato dell’usato futuro.

– Politica industriale chiara: costruzione di un supporto strutturato per sviluppare la filiera, proteggere l’occupazione e rafforzare la capacità produttiva locale.

– Trasparenza su biocarburanti ed e-fuel: chiarezza su volumi e costi, suggerendone l’uso prioritario per il trasporto navale e aereo, settori dove l’elettrificazione è ancora lontana.

 

Il rinvio dello stop alla vendita di auto a combustione nel 2035 non è passo indietro dell’Europa nel processo di elettrificazione della mobilità e nel raggiungimento dei target ambientali, piuttosto è un cambio di approccio per favorire una transizione più graduale dell’intera industria automotive, preservando la competitività dei vari operatori.